Ingv, in 24 ore si dimettono i vertici della rete sismica nazionale

"Insufficienze ed eccessivo sfruttamento". Questa la motivazione alla base della decisione di lasciare l'incarico da parte di diversi tecnici. La ricostruzione del Fatto Quotidiano: tutto è accaduto nelle ultime 24 ore

La sala dell'Ingv di Roma (Foto Ansa)

Un terremoto durato 24 ore. Nell'arco di una giornata, "senza troppa pubblicita" scrive Il Fatto Quotidiano, "si sono dimessi tecnici con incarichi di altissimo livello dell'Ingv". Così, uno dietro l'altro, hanno salutato l'ente il direttore del Centro nazionale Terremoti, il responsabile tecnico della Rete Sismica Nazionale Centralizzata, due responsabili di funzione all’Osservatorio Etneo di Catania e, "solo all'ultimo", sono state scongiurate le dimissioni del capo delle funzioni informatiche. 

"La rinuncia che pesa di più", scrive Thomas Mackinson su Il Fatto Quotidiano, è quella di Salvatore Mazza, direttore del Centro nazionale Terremoti. "Seppur motivata da problemi personali traspare il malcontento nel congedo ai colleghi che ringrazia perché, testuale:  

Riescono a sopperire a molte delle insufficienze dell’INGV, ma purtroppo queste caratteristiche di resilienza mi pare che siano state sfruttate un po’ troppo in questi ultimi anni e in questa crisi in particolare. 

Al centro della questione, quindi, la carenza di risorse. Un esempio: "Il taglio totale di reti geochimiche multi-parametriche sulle faglie attive per studiare i terremoti in arrivo, bistrattate dalla Commissione Grandi Rischi”, oggetto di un’interrogazione parlamentare della senatrice M5S Enza Blundo.

Poche ore dopo anche Alberto Delladio, "l’uomo che da dieci anni ha in mano tutta la Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC)" ha lasciato l'Ingv. E anche lui ha denunciato "le carenze sull’operatività tecnica messe in luce dalla gestione della lunga sequenza sismica iniziata ad agosto 2016".

Solo minacciate (e poi scongiurate) le dimissioni di Stefano Pintore, responsabile della parte informatica della rete, dove ogni giorno passano milioni di dati da processare, come le onde sismiche durante le sequenze di terremoti. Dall’interno dell’Ingv trapela almeno il motivo: le reiterate richieste di acquisti di strumentazione che non sarebbero stati accolti se non in ultimo, giusto in tempo per scongiurare che le dimissioni si materializzassero ufficialmente. Ancora una volta il punto è la mancata allocazione di risorse necessarie.

Fonte: ilfattoquotidiano.it →

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