lunedì, 01 settembre

Le "vacanze" di Bosusco fanno infuriare i giornali di centrodestra

Le dichiarazioni di Paolo Bosusco all'indomani della sua liberazione scatenano infinite polemiche sui media

Redazione 13 aprile 2012

Sì è prontamente scusato per quella che ha definito "una battutaccia", ma la dichiarazione dell'italiano rapito in India dai maoisti "è stata una vacanza pagata" ha fatto infuriare un bel pò di persone in Italia.

Il paese si era stretto intorno al nostro connazionale, per settimane nelle mani dei ribelli naxaliti dell'Orissa, e il dispendio, sicuramente anche economico, del difficile lavoro diplomatico per ottenerne la liberazione non meritava di non essere riconosciuto da Paolo Bosusco.

I più arrabiati, tra i media che hanno commentato la "sparata" dell'uomo sono i quotidiani italiani di riferimento del centrodestra, "Libero" e "Il Giornale".

"Il Giornale", con un articolo a firma di Fausto Biloslavo, inquadra il caso nell'ottica più generale di chi, pur essendo avvertito dalla Farnesina sui rischi che corre, fa "le vacanze" in zone a rischio rapimenti.
Partendo dalle controverse dichiarazioni di Bosusco, Biloslavo scrive:

La frittata iniziale, però, serve come spunto per chiedersi se questi turisti dei viaggi avventurosi o tour operator, come Bosusco, non debbano pagare il conto. O quantomeno un ticket per lo sforzo dello Stato italiano nel liberare gli ostaggi, che ha spesso un costo elevato in termini politici ed economici.

Per poi continuare:

L'unità di crisi della Farnesina, i servizi segreti, le reti diplomatiche si occupano in ugual maniera dei connazionali sequestrati, dai cooperanti talvolta troppo ingenui ai marittimi abbordati dai pirati. Forse per i turisti in cerca di avventura o per gli ostaggi più imbecilli bisognerebbe almeno presentare il conto una volta tornati a casa. Pochi lo sanno, ma dal 2011 esiste una norma che lo prevede.
Si tratta del comma 5 dell'articolo 50 del codice del turismo. «In ogni caso, il Ministero degli affari esteri può chiedere agli interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all'estero, si siano esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati all'esercizio di attività professionali, a rischi che avrebbero potuto conoscere con l'uso della normale diligenza»

E infine la richiesta esplicita:

Da tempo chi lavora in prima linea sui sequestri sostiene «che non si deve dare tutto per scontato. Quando qualcuno va a cercarsela perchè fa parte di una Ong un po' garibaldina, oppure per uno svago avventuroso bisognerebbe chiedersi perchè deve pagare sempre Pantalone»

Più duro, ma anche sarcastico, il commento di "Libero", che titola un articolo su internet con l'emblematico titolo "Bosusco libero: 'Vacanza'. Ridiamolo ai maoisti...".

In un pezzo a firma di Maria Giovanna Maglie, sempre "Libero" fa addirittura un paragone tra ribelli maoisti e No Tav:

Bosusco, leggetevele tutte le sue pregnanti considerazioni, li ha descritti come «persone che hanno sofferto ingiustizie incredibili, e che sono costrette a fare un certo tipo di vita proprio per combattere queste ingiustizie». «Non condivido le loro scelte perché le impongono con le armi, ma al di là di questo sono esseri umani ». Infine, «Fanno sentire le loro idee, giuste o sbagliate che siano».
Che è poi il giudizio entusiasta dei siti del movimento no Tav della Val di Susa, di cui Bosusco è conterraneo e sodale: «Un ringraziamento particolare ai ribelli maoisti, sperando che trovino in breve tempo la strada per la soluzione al loro conflitto. A loro mandiamo un abbraccio e un augurio affinché possano assaporare presto la libertà piena per le loro vite e la loro terra». Tra terroristi ci si intende, niente confini o frontiere.

Non è certo la verve polemica a mancare a "Il Giornale" e a "Libero". Però certo, anche Paolo Bosusco se le è proprio andate a cercare!

Paolo Bosusco
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