Bambini non nati sono "grumi di materia": bufera sull'assessora

Caos alla Regione Lazio dopo le parole di Lidia Ravera. L'associazione CiaoLapo che si occupa della tutela delle gravidanze a rischio ha scritto al presidente Zingaretti chiedendo le dimissioni dell'ex scrittrice

Contro il cimitero dei non nati. “Del diritto di seppellire grumi di materia chiamandoli bambina e bambino”. Sollevano la polemica le parole dell'assessore regionale alla Cultura e alle Politiche Giovanili Lidia Ravera in un suo recente intervento sull'Huffington Post sulla decisione del sindaco di Firenze Matteo Renzi di realizzare un cimitero per i bambini non nati. A scrivere al presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, chiedendo le dimissioni o la revoca dell'assessore è l'associazione CiaoLapo Onlus che si occupa di tutela della gravidanza a rischio e della salute perinatale fondata nel 2007 da una coppia Claudia Rivaldi e Alfredo Vannacci in seguito all'interruzione di gravidanza per morte endouterina del loro secondo figlio, che avrebbero chiamato Lapo.

L'ARTICOLO DELL'ASSESSORE - “Matteo Renzi, in coda alla spettacolare kermesse della Leopolda, forte del suo stile di giovanotto scanzonato, approva, con apposita delibera della sua giunta giovane e bella, un brutto film, vecchio e clericale” esordisce l'assessore. “Tutte quelle donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie. Ci aveva già provato Sveva Belviso, vice dell'indimenticabile sindaco Alemanno” scrive Ravera. Per Ravera si tratta del tentativo di trasformare la 194 in carta straccia: “Ha provato a immaginare che cosa vuol dire per una ragazza, per una donna, che non si sente pronta a diventare madre, dover aspettare, cercare, bussare ad altri ospedali, mentre i giorni passano e l'operazione (aborto, ndr) da dolorosa diventa pericolosa?”. Conclude l'assessore: “Chi in buona fede, pensa di procurare sollievo alle non-mamme, mandandole a piangere davanti a un quadratino di terra smossa, sappia che non è così. È una forma di sadismo di stato. Un'ingerenza intollerabile. Oltreché una palese buffonata”.

L'ASSOCIAZIONE CIAO LAPO - Per l'associazione CiaoLapo, l'intervento dell'assessore regionale è un insulto e un presa in giro. “Può una donna delle istituzioni insultare le donne colpite da aborto o morte endouterina abbassandole al rango di animali non in grado di portare a termine il loro mero dovere riproduttivo di specie?” si chiedono Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci. “Centinaia di donne dopo averla letta ci hanno scritto disperate, piangenti, ingiuriate e scandalizzate” si legge nella lettera. “Molte di esse si sono anche definite deluse, in quanto conoscevano la sig.ra Ravera come paladina dei diritti della donna e non si spiegano, come noi, come possa invece in questo caso aver calpestato tali diritti in maniera tanto crudele, per di più dalle pagine di un giornale”.

Fonte: RomaToday →

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