Nella casa di riposo degli orrori torna il sorriso: “Negli occhi degli anziani la felicità di essere stati liberati”

A PalermoToday parla l’amministratore giudiziario della struttura “lager” posta sotto sequestro dopo le indagini sui maltrattamenti a cui gli anziani ospiti venivano sottoposti

Foto di repertorio Pixabay

Le immagini shock delle sevizie e umiliazioni a cui sono stati sottoposti gli anziani ospiti di una casa di riposo di Palermo qualche giorno fa hanno fatto il giro d’Italia. Nell’ospizio degli orrori, le indagini della guardia di finanza hanno fatto emergere non solo violenze fisiche e psicologiche ma anche la totale assenza di rispetto della normativa sul coronavirus.

Sarà difficile per gli undici anziani nella struttura dimenticare quello che è successo, ma sui loro volti sono tornati i sorrisi. “Nei loro occhi si legge la felicità di essere stati liberati da qualcosa. Sono felici, sereni”, dice a PalermoToday l’amministratore giudiziario della struttura finita sotto sequestro, l’avvocato Marco Zummo. Gli anziani sono “sorpresi” di ritrovarsi al centro di cure e attenzioni. “Ogni volta che vado a trovarli uno degli anziani si alza in piedi e viene ad abbracciarmi”, dice Zummo.

“Gli ospiti adesso partecipano ad attività di gruppo, disegnano e colorano. Sono tutte persone reattive che stanno rimettendo in moto le loro facoltà, dopo aver subito trattamenti di una crudeltà aberrante”, spiega l'amministratore giudiziario. Persino l'anziana che era arrivata al punto di ripetere “voglio morire ammazzata” e che il 10 aprile aveva effettivamente cercato di lanciarsi da un balcone della casa di riposo “è tornata serena e partecipa anche lei alle attività che gli anziani fanno tutti insieme”. Come dice Zummo, “qui è cambiato tutto, abbiamo anche riacquistato stoviglie, piatti e postate nuovi, perché quelli che c’erano prima erano davvero vetusti”.

Le indagini condotte dai finanzieri guidati dal colonnello Gianluca Angelini hanno fatto finire in carcere la titolare di fatto dell’ospizio, ma anche diverse operatrici. Alcune di loro hanno confessato durante gli interrogatori davanti al gip Fabio Pilato, raccontando di essere in una fase difficile, vittime di “stress”. 

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Con l’arrivo dell’amministratore giudiziario lo staff è ovviamente cambiato: “Ci sono 5 operatori specializzati, un inserviente, un animatore, un assistente sociale e pure un medico e un infermiere convenzionati - afferma Zummo - figure professionali con le necessarie competenze che prima non erano presenti nella struttura. Stiamo facendo di tutto per far stare bene queste persone e speriamo di poter accogliere altri ospiti in futuro”. Ci sono stati anche degli incontri con le famiglie dei degenti, che non si sarebbero mai accorte dei maltrattamenti “e anche loro sono state ben contente del cambiamento”, dice ancora l’amministratore.

Fonte: PalermoToday →

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