Maxi bolletta alla zia morta: 1800 euro di gas e 500 di luce

A scoprire la magagna è stata la nipote: il contratto era stato stipulato cinque mesi dopo il decesso della pensionata

Foto di repertorio

Quasi 500 euro di luce e oltre 1.800 di gas. È il conto che si è vista recapitare una donna di 49 anni, residente a Casale sul Sile (Treviso), dopo aver ereditato l’appartamento della zia morta a marzo 2018. Una somma inspiegabile dal momento che quella casa, situata nel sestriere di Canaregio (Venezia), era disabitata da più di un anno. Eppure il riepilogo delle fatture emesse dal recupero crediti non lasciava spazio alle intepretazioni.

Il contratto stipulato cinque mesi dopo la morte della zia

Prima di saldare il conto, l'impiegata ha voluto vederci chiaro ed ha chiesto al fornitore di luce e gas una copia del contratto dell’anziana zia scoprendo l’incredibile verità:  il contratto stesso, infatti, era stato stipulato a luglio del 2018, cinque mesi dopo la morte della pensionata veneziana. Com’è possibile? "Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a situazioni di questo tipo" commenta Carlo Garofolini, presidente di ADico, l'associazione dei consumatori a cui la 49enne si è rivolta per ricevere assistenza. "Naturalmente il contratto è corredato di firme false, come ha potuto constatare la nipote, e le bollette teoricamente insolute, che si riferiscono a un periodo compreso fra fine 2018 e giugno 2019, contengono presunte autoletture,  effettuato  da una donna  deceduta. Che beffa". 

Maxi bollette: "Gli anziani vittime preferite dei raggiri"

"Tra l’altro - spiega ancora Garofolini - chi ha stipulato il contratto finto era anche in possesso della carta di identità della signora e davvero non sappiamo come ne siano venute in possesso. Constatiamo però che gli anziani sono le vittime preferite di questi raggiri e con l’avvento del mercato libero, a luglio 2020, temiamo che le cose siano destinate a peggiorare sempre più". 

La versione dell'azienda: contratti stipulati da una società esterna

L’azienda fornitrice ha risposto alle contestazioni inviate dall’ufficio legale dell’Adico spiegando che i contratti vengono stipulati da una società esterna e annunciando di aver risolto il contratto con la stessa società. Naturalmente ha bloccato anche l’azione del recupero crediti. "Speriamo che le aziende si dotino di un codice di comportamento che deve essere seguito dai venditori appartenenti spesso a ditte esterne - conclude Garofolini -. Noi per quanto ci è possibile vigileremo per tutelare gli interessi soprattutto delle persone più fragili, ovvero gli anziani".

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Fonte: Adico →

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