Michela Brambilla con un maialino a Montecitorio: "Basta gabbie e sofferenze"

"Presento una proposta di legge per migliorare la protezione dei suini in allevamento, promuovendo una cultura veg. Bisogna eliminare le gabbie per le scrofe in allattamento ed evitare inutili sofferenze", dice la deputata di Forza Italia

Michela Brambilla con un maialino a Montecitorio: "Basta gabbie e sofferenze"

L'ex ministro Michela Vittoria Brambilla, presidente e fondatrice della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha passeggiato ieri pomeriggio di fronte a Montecitorio con Dior - "un maialino sensibile ed intelligente", dice - al guinzaglio. La deputata di Forza Italia accende i riflettori su una proposta di legge a sua firma per la protezione dei suini e l'obbligo di videosorveglianza nei macelli e negli allevamenti industriali.

Michela Vittoria Brambilla a Montecitorio con un maiale al guinzaglio: la proposta di legge

"E’ ora di affrontare seriamente il problema di una vita, quella di tutti gli animali intrappolati, come fossero macchine o materie prime, nelle catene di montaggio delle filiere alimentari di massa, una vita che della vita ormai ha poco o nulla. Basta con le fabbriche di carne senza il minimo rispetto per gli animali", afferma la Brambilla. Una selezione delle immagini più significative è stata mostrata nella sala stampa della Camera. "Certi orrori - afferma Brambilla - sono ormai ben documentati. Il caso dei maiali in Italia, allevati al 99 per cento con metodi intensivi, è emblematico. Ciò nonostante, ai problemi, etici e igienici, posti da questi allevamenti la politica non dà risposte, né a livello europeo (sarà interessante conoscere la posizione della nuova Commissione sull’Iniziativa dei cittadini per l’abolizione delle gabbie, che ha raccolto circa 1,6 milioni di firme) né a livello nazionale".

"Con il mio progetto di legge sulla protezione dei suini (Ac 2285) intendo smuovere le acque formulando alcune proposte concrete: il divieto di allevare in gabbia le scrofe gravide e in allattamento, di praticare la castrazione chirurgica dei suinetti, di effettuare interventi di mozzamento di una parte della coda e di riduzione degli incisivi dei lattonzoli e delle zanne dei verri se non effettuati da un medico veterinario, con anestesia e somministrazione prolungata di analgesici”.

Il testo stabilisce inoltre che i controlli annuali sul rispetto delle norme non riguardino "un campione statisticamente rappresentativo dei vari sistemi di allevamento", come previsto attualmente, ma coinvolgano almeno "il 70 per cento dei suini allevati". "Si tratterebbe nel complesso - sottolinea l’ex ministro - di una vera e propria rivoluzione, dato che oggi una scrofa d’allevamento trascorre buona parte della propria vita in gabbie che impediscono qualsiasi movimento, che quasi il 100 per cento dei suinetti subiscono il taglio della coda e il 93 per cento la castrazione chirurgica (nel 97 per cento dei casi senza anestesia e analgesia). Non si sa a quanti lattonzoli o verri siano ridotti gli incisivi".

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Oggi sono andata a Montecitorio con Dior, un maialino sensibile ed intelligente, per presentare la mia proposta di legge che intende migliorare le condizioni di vita negli allevamenti di queste povere creature. Maltrattamenti fisici e psicologici intollerabili, che non possono trovare posto in un grande paese come l'Italia.

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Fonte: La Repubblica →

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