Boldrini shock: "Minacciata di stupro e di morte, basta anarchia sul web"

La Presidente della Camera Laura Boldrini denuncia le continue e gravissime minacce che riceve via web da ormai un mese.

In un'intervista concessa alla giornalista di Repubblica Concita De Gregorio, la Presidente della Camera Laura Boldrini denuncia le continue e gravissime minacce che riceve via web da ormai un mese.

Non si tratta di qualche singolo caso isolato, ma di migliaia di mail o messaggi su Facebook estremamente violenti: minacce di morte, di stupro, di violenze fisiche indicibili, corredate da fotografie di donne uccise in modo brutale. L’episodio che ha dato il là alle minacce è stata la sua visita alla comunità ebraica, il 12 aprile scorso. In quell’occasione, incontrando i dirigenti della comunità, la presidente della Camera  ha sottolineato la necessità di “ripristinare il rigore della legge Mancino” a proposito dell’incitamento al razzismo e all’odio razziale su web

Sul tavolo della presidente le pagine in cui uomini con nome e cognome, dati a cui corrispondono persone reali, scrivono "ti devono linciare, puttana", "abiti a 30 chilometri da casa mia, giuro che vengo a trovarti", "ti ammanetto di chiudo in una stanza buia e ti uso come orinatoio, morirai affogata", "gli immigrati mettiteli nel letto, troia". Accanto alla foto della donna sgozzata: "Per i Boldrini in rete ecco l'Islam in azione".

La Boldrini si è detta "scioccata" per tutta la vicenda.

Abbiamo due agenti della polizia postale, due, che lavorano alla Camera, distaccati qui a vigilare sulle moltissime violazioni di cui un luogo istituzionale come questo può essere oggetto. C’è stato il caso della parlamentare del Movimento Cinque Stelle di cui è stata violata la posta personale. C’è il caso di una deputata oggi ministra che non ha più potuto accedere ai suoi social network e teme che a suo nome si possano divulgare messaggi non suoi. Poi ci sono le minacce di morte nei miei confronti. Tutte donne, lo dico come dato di cronaca. So bene che la questione del controllo del web è delicatissima. Non per questo non dobbiamo porcela

La Presidente della Camera interviene poi a proposito della scorta:

Io ho chiesto di non essere scortata. Non ho paura di camminare per Roma, non ho paura di andare da casa in ufficio. Può accadere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, certo, ma questo vale per chiunque. Piuttosto mi pare molto più grave, molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata e giudicata tutt’al più, come certi hanno scritto, una “burla”. Mi sento molto più vulnerabile quando penso che chiunque, aprendo un computer, anche mia figlia, anche i suoi amici, anche i ragazzi giovanissimi che vivono connessi al computer possono vedere il mio volto sovrapposto a quello di una donna sgozzata.



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