L'azienda che rischia di chiudere perché non trova dipendenti

Il caso delle Minuterie Zanon di Tezze di Piave: da mesi cercano attrezzisti e tecnici, ma nessuno si candida. Il titolare: “I giovani vogliono il posto in ufficio”

Minuterie Zanon

La disoccupazione, soprattutto quella giovanile, è un problema ormai diffuso in Italia, ma nell'ultimo periodo, oltre alle notizie di persone in difficoltà nella ricerca del lavoro, si sente sempre  più spesso parlare di aziende che al contrario non riescono a trovare il personale che cercano, nonostante offrano posti di lavoro con contratti in regola. Dalla provincia di Treviso arriva un caso simile, dove però l'azienda in questione rischia la chiusura.

Come riporta la Tribuna di Treviso in un articolo di Andrea De Polo, ad essere a rischio è sono le Minuterie Zanon di Tezze di Piave. A confermarlo al quotidiano trevigiano è il titolare Angelo Zanon: “Se non troviamo addetti giovani e preparati, ve lo dico io come va a finire: che qui chiudiamo tutti. Tanti possibili candidati mi dicono che in fabbrica non avrebbero 'vita sociale' e cercano lavori più comodi, in ufficio o nei servizi. Il nostro però è un territorio ad alta vocazione manifatturiera. Il rischio è la morte di un intero tessuto produttivo: con la scomparsa di un certo tipo di manodopera abbiamo perso anche tanta qualità nelle lavorazioni”.

Per Zanon la sua officina è un esempio di impresa artigianale che ha arricchito il territorio, ma adesso, rischia di chiudere i battenti per mancanza di lavoratori.

Fonte: La Tribuna di Treviso →

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Commenti (5)

  • Che assumano allora i gianduia d'oltre oceano visto che sono delle risorse! ma parrebbe che anche questi non siano formati, perchè dall'africa scappano solo i morti di fame che vengono indirizzati da noi ,al contrario in italia restano solo gli Italiani con poca formazione e dall'Italia scappano all'estero quelli quali@#?*%$ti dove la paga base parte dai 1.500 euri inizialmente ciooè quelli che hanno studiato e quindi in Italia non si trova più facilmente del personale specializzato che viene pagato con le banane e le noccioline grazie ai sindacati ecc, questi aziende li vuole formati e già capaci di svolgere un lavoro quali@#?*%$to, ai miei tempi si prendevano in apprendistato e si aveva la pazienza di insegnargli il mestiere oggi no! li voglio appena uscita dalla mamma con la tutta addosso e il diploma in mano

  • Della "vita sociale" non mi è mai importato nulla, ma risiedo in Piemonte, dove di lavoro non ce n'è mai stato, e non ho la possibilità di trasferirmi in Veneto: il classico circolo vizioso all'italiana. La mobilità è solo per i migranti, che hanno alle spalle il clan familiare tribale, le NGO, CRI, CRV, Caritas, tutte le altre società di soccorritori "Onlus", il volontariato retribuito, le cooperative sociali di pluriservizi integrati, le Prefetture, e altre associazioni per delinquere, ma loro non vengono per lavorare. Dato Istat: solo il 5% dei migranti viene per lavorare. E il restante 95%, allora? La Regione Veneto potrebbe, e dovrebbe, pensare ad una politica volta a favorire l'arrivo di disoccupati nativi, italiani e/o europei

  • Formarli loro?

    • Non è problema di formazione dall'articolo....i giovani non vogliono più sporcarsi le mani ma avere il popò seduto su una sedia.

      • Vero,ma attrezzisti e tecnici formati non trovano posto in ufficio: sicuramente i più studiano per lavori comodi,bisognerebbe intercettare i giovani alla terza media con programmi adeguati...

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