Giallo da "spy story" in Russia: muore a 58 anni il capo dei servizi segreti

E' morto lo scorso 3 gennaio il capo indiscusso dei servizi segreti russi, Igor Sergun. Guidava da anni il GRU, l'ex KGB. "Era un uomo di grande coraggio" dice Putin

Un giallo da perfetta "spy story sovietica". Solo che stavolta è tutto vero, è la verità non la sa nessuno. E' morto lo scorso 3 gennaio a 58 anni il capo indiscusso dei servizi segreti russi, Igor Sergun. Guidava da anni il GRU, l'ex KGB. 

Negli ultimi anni aveva profondamente ristrutturato l'agenzia, all'insegna dell'efficienza e del "patriottismo". "Era un uomo di grande coraggio" dice Putin, che aveva apprezzato il lavoro delle forze speciali Spetsnaz nell’annessione della Crimea. Sergun aveva anche sostenuto con la sua agenzia, secondo i media stranieri, le azioni dei filorussi nell'Ucraina dell'est.

Cosa c'è di poco chiaro nella morte a soli 58 anni di Sergun? Nel corso del 2015 aveva supportato tatticamente il presidente siriano Bashar al Assad, diventando di fatto persona sgradita sia alla Nato sia all'Unione europea. Putin ha già in mente il successore di Sergun: sarà il suo fedelissimo generale Alexei Djumin.

Dieci giorni fa, il 27 dicembre, era morto il generale Alexander Shushukin, anch'egli molto attivo nell'annessione della Crimea. Una trombosi, recita la versione ufficiale, ma i dubbi dopo la morte sospetta di Sergun aumentano.



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