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Morto Ezio Bosso, il giorno in cui emozionò l'Europa: "La musica non ha confini"

Per Bosso l'Unione europea era un progetto da difendere, ricorda EuropaToday 

 

Meno di due anni fa Ezio Bosso, il pianista e direttore d'orchestra scomparso a 48 anni, emozionò il parlamento europeo: "La musica fa eliminare ogni confine e ci insegna ad ascoltare. Un grande musicista non è quello che suona più forte ma che ascolta di più l'altro. Claudio Abbado 40 anni fa inventò l'Orchestra dei giovani della Comunità europea e da lui imparammo che l'Europa è un'orchestra", disse a Bruxelles Bosso in occasione della Conferenza sul patrimonio europeo. 

Una standing ovation salutò le sue parole. "Vi parla una bambino che da quando aveva 4 anni era abituato a essere europeo, perché noi siamo abituati a dedicare la nostra vita alla musica già da quando siamo piccoli, affrontando autori di ogni nazionalità", diceva Bosso. "L'orchestra che sto dirigendo adesso è italiana ma il primo violino è romeno: siamo semplicemente un'orchestra. Schubert spese gli ultimi soldi per andare a sentire Paganini, ma non perché era italiano ma perché era un violino", ha aggiunto.

Per Bosso, l'Unione europea era un progetto da difendere, ricorda EuropaTodayIn una accorata lettera scritta prima delle elezioni europee del 2019, il maestro ricordò che partecipare all'Ue "è una forma di liberazione", significa superare barriere ed egoismo. E' "la scelta di popoli che si sono avvicinati e sono divenuti una nazione più grande grazie al contributo di ogni singola cultura, esperienza, fortuna, di ogni trauma". 

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