Morto il medico cinese cui il coronavirus cambiò colore della pelle

Hu Weifeng fu uno medici pionieri nella lotta contro il nuovo coronavirus a Wuhan. Intanto emergono nuovi elementi che evidenziano come le autorità di Pechino abbiano comunicato l'emergenza pandemica con grave ritardo

È morto in Cina Hu Weifeng, uno dei primi medici impegnati nella lotta contro il nuovo coronavirus a Wuhan e collaboratore del medico eroe Li Wenliang. Secondo quanto riferito dai media cinesi Hu Weifeng sarebbe morto per le conseguenze dell'infezione COVID-19 la scorsa settimana. L'urologo è il sesto medico dell'Ospedale centrale di Wuhan, la città da cui si è diffusa l'epidemia, a perdere la vita in conseguenza del contagio.

Hu era diventato anche celebre perché le cure che gli erano state fornite avevano reso la sua pelle più scura. Nonostante fosse stato dimesso dalla terapia intensiva il 14 aprile perché le sue condizioni erano miglierate, una settimana dopo aveva avuto un'emorragia cerebrale. L'altro collega famoso di Hu era Li Wenliang, il medico-eroe che tra i primi aveva denunciato l'esplosione di una nuova epidemia simil-SARS e, per questo motivo, aveva subito da reprimenda delle autorità. L'oftalmologo 34enne era poi morto per le conseguenze del contagio. A quel punto, però, Pechino aveva rivisto la sua posizione su Li, l'aveva definito un eroe nazionale.

Le carte dell'Oms: "Cina nascose i dati"

Intanto emergono nuove indiscrezioni circa il presunto silenzio delle autorità di Pechino e al ritardo nella comunicazione dell'emergenza. Secondo alcuni documenti visionati dall'Associated Press, i funzionari dell'Organizzazione mondiale della sanità, mentre elogiavano pubblicamente le azioni di Pechino, in privato si sarebbero più volte lamentati per i suoi ritardi nel condividere i dati sul genoma e sulla capacità di diffusione del nuovo coronavirus.

A fine dicembre alcuni dottori iniziarono a notare le isteriose polmoniti e già il 27 dicembre un’azienda, la Vision Medicals, aveva messo insieme gran parte delle sequenze del genoma di un virus incredibilmente simile alla Sars allertando le autorità di Wuhan. La Commissione sanitaria cinese impose però il silenzio ai laboratori. Si arriva così all’11 gennaio 2020, quando uno scienziato di Shanghai, decise di pubblicare il genoma del virus su internet. Si dovrà attendere il 20 gennaio per assistere all'ammissione da parte delle autorità cinesi di una epidemia causata da un virus in grado di trasmettersi da umano a umano.

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Intanto dal momento in cui il virus venne decodificato per la prima volta, il 2 gennaio, al momento in cui l’Oms dichiarò quella del coronavirus una emergenza mondiale, il 30 gennaio, l’epidemia era già cresciuta di 100-200 volte

Fonte: Associated Press →

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