Nassiriya, ex generale condannato a risarcire le vittime della strage

La sentenza del tribunale civile di Roma a tredici anni dalla tragedia che costò la vita a ventotto persone. Secondo i magistrati l'ex generale Bruno Stano "ignorò gli allarmi dell'intelligence". Racconta tutto "La Stampa"

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C'è una responsabilità precisa per la strage di Nassiriya. Lo ha stabilito il tribunale civile di Roma che a tredici anni dalla tragedia che costò la vita a ventotto persone ha condannato l'ex generale dell'Esercito Bruno Stano a risarcire le vittime, accusandolo di "avere ignorato gli allarmi dell'intelligence" e di aver "sottovalutato il pericolo di una base troppo esposta".  

"E' manifesta la stretta dipendenza tra il reato commesso e la morte e le lesioni riportate dalle vittime", si legge nella sentenza riportata da La Stampa. Stano, che all'epoca dei fatti era comdandante della missione, avrebbe sottovalutato gli allarmi dell'intelligence. Il 23 ottobre il Sismi segnalò "un attacco in preparazione al massimo entro due settimane". Ed altre comunicazioni dello stesso tenore arrivarono nei giorni seguenti.

In quei giorni, racconta ancora La Stampa, un colonnello dei carabinieri era sempre più allarmato e chiese di trasferire i soldati in aree più sicure, o almeno di avere un mezzo corazzato all'ingresso.

Forse tutto sarebbe stato inutile. Ma certo che ad avere riempito i sacchi di protezione non con la sabbia ma con sassi, gli effetti della deflagrazione sono stati moltiplicati e non assorbiti. Anche la vicinanza della riservetta con le munizioni all’ingresso ha peggiorato le cose. "Sullo specifico punto, anche un estraneo alle arti militari dovrà rilevare l’irresponsabile assurdità della collocazione così esposta di un deposito di munizioni".

Fonte: La Stampa →

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