Ucciso da auto pirata, il suo cane resta a vegliarlo: ora Lilla ha un nuovo padrone

Una donna, che lavora da cinque anni in un ufficio a due passi dal marciapiedi dove il clochard Nereo viveva con Lilla, ha deciso di adottarla

Spaesata e impaurita, è rimasta sotto shock a vegliare il corpo privo di vita del suo padrone, investito da un'auto pirata in corso d'Italia a Roma. Quell'uomo era sempre stato con lei e tutta la zona li conosceva: il clochard Nereo e la cagnolina Lilla, racconta Mauro Cifelli su RomaToday. Nereo Giro Murari, 73enne senza fissa dimora originario del Veneto, è stato travolto e ucciso questa mattina intorno alle 5. Sul luogo della tragedia, all'altezza di via Po, appoggiata al muro del bar dove Nereo passava le proprie giornate, è rimasta la sua bicicletta, che racchiudeva tutto il suo mondo: coperte, libri, ziani e ciò che occorreva per la sua vita in strada. 

Lilla è stata affidata ai veterinari del Servizio Comunale, che l'hanno portata al canile della Muratella. Una donna, che lavora da cinque anni in un ufficio a due passi dal marciapiedi dove Nereo viveva con Lilla, ha deciso di adottarla. "Sono sconvolta da quanto successo - racconta Cristina Innocenzi  - Era una persona speciale, viveva in strada in maniera dignitosissima, senza mai chiedere niente a nessuno". 

Da oltre vent'anni a Roma, "Nereo passava le giornata leggendo libri qui sotto questo giaciglio vicino al bar - ricorda Cristiana Innocenzi - ogni mattina portavo da mangiare a lui ed a Lilla. Una volta un cornetto per fare la colazione, una volta un pasto caldo. Lui accettava sempre dignitosamente, ringraziandomi ogni giorno soprattutto per la compagnia che gli facevo. Con lui parlavamo di tutto". 

Oltre che da Cristiana, Nereo Murari era conosciuto e ben voluto anche da molte altre persone che lo vedevano ogni giorno con il suo cane e la sua bici usata come casa fra corso d'Italia e via Po o all'angolo con via Puccini o via Campania, "a seconda di come girava il vento", ricorda Giovanni, l'edicolante che all'apertura questa mattina alle 5:15 ha visto il lenzuolo che copriva il corpo esanime del senza fissa dimora. "Passava molte ore a leggere romanzi e gialli che molti di noi gli abbiamo regalato. Un vero e proprio signore - lo ricorda ancora l'edicolante - così tanto da trovarci a volte il caffè pagato al bar quando aveva del denaro".

"Viveva qui e veniva sempre al bar a comprare qualcosa prima per Lilla il suo cane e poi, dopo aver pensato a lei, mangiava lui - lo ricordano dal bar vicino al quale era solito passare le proprie giornate - Una persona speciale, sempre pronto a regalarti un sorriso, ma soprattutto un uomo che viveva degnamente la propria vita in strada". 

Oltre che dai commercianti Nereo Murari era conosciuto anche dalle tante persone che lavorano in zona: "Non ci posso credere - racconta una ragazza in lacrime una volta saputa la notizia - Era una bellissima persona, mi mancherà il suo sorriso la mattina quando verrò a lavoro". 

"Da quanto mi aveva raccontato diverse volte - ricorda ancora Cristiana Innocenzi dopo essersi assicurata di poter andare ad adottare Lilla al canile della Muratella - in Veneto aveva dei familiari che lo avevano più volte provato a convincere a tornare da loro. Lui però aveva deciso di vivere la strada e lo faceva senza piagnistei o rimorsi, semplicemente viveva alla giornata passando molte ore immerso nella lettura. Aveva lavorato in Russia ed in Inghilterra, poi le cose erano andate male ed aveva deciso di vivere in strada". 

"Nel 2019 è inconcebile che ci siano persone come Nereo costrette a vivere in strada. Il lusso è per pochi ma una casa e due pasti caldi al giorno dovrebbero essere garantiti a tutti". "Ci mancherà molto Nereo - conclude Cristiana con le lacrime agli occhi - ma la sua dignità e la sua gioia di vivere ci accompegneranno per il resto della nostra vita".  

Fonte: RomaToday →

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