Nuoto paralimpico, l'Italia è campione del mondo: un successo che va oltre lo sport

Ai Mondiali di Londra. "Non ci sono solo le medaglie a contare, ma questo gruppo con tante storie dietro importanti anche per quanto significano nella società", il commento del presidente della federnuoto paralimpica ed ex grande azzurro, Roberto Valori

Gli atleti azzurri (Foto: Twitter/Comitato Paralimpico)

Un grande risultato quello ottenuto dagli atleti italiani. Italia caput mundi nel nuoto paralimpico. Al termine dei mondiali di nuoto di Londra gli azzurri sono tornati a casa con 50 medaglie: delle quali 20 d'oro, 18 d'argento, 12 di bronzo. L'Italia ha chiuso al primo posto nel medagliere con Simone Barlaam (5 ori) e Carlotta Gilli (4) i più medagliati. E dire che a questi mondiali sono tornati anche i russi (terzi, 18 oro, 15 arg, 21 bro), dopo la squalifica, e si giocava in casa della Gran Bretagna. (seconda, 19 oro, 14 arg, 14 bro).

L'ultima giornata di gare ha regalato successi straordinari: quattro medaglie d'oro (Efrem Morelli, 50 rana S3; Carlotta Gilli, 50 sl S13; Simone Barlaam, 50 sl S9 con record del mondo; Francesco Bocciardo, 100 sl S6), una d'argento (Arianna Talamona, 100 sl S5) e una di bronzo (Simone Ciulli, 100 sl S9) prima della chiusura bellissima nell'ultima gara, la vittoria con record del mondo della staffetta (Stefano Raimondi, Antonio Fantin, Federico Morlacchi e Barlaam) nella 4x100.

"Meraviglioso successo. Non ci sono solo le medaglie a contare, ma questo gruppo con tante storie dietro importanti anche per quanto significano nella società", il commento del presidente della federnuoto paralimpica ed ex grande azzurro, Roberto Valori. Stelle fra le stelle azzurre: cinque medaglie d'oro per Simone (con un argento), quattro per Carlotta (con un argento e un bronzo). Rappresentano nel mondo la nuova generazione dominante di nuotatori paralimpici, anche se Carlotta, ipovedente, si divide con il mondo Fin. Simone è destinato a diventare l'erede di Federico Morlacchi, migliore azzurro di sempre in piscina, suo mentore e amico, con il quale si allena dal 2014.
 

Fonte: LondraItalia.com →

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