Non sa di essere incinta e partorisce in bagno: neonata in arresto cardiaco salvata dalla vicina

La piccola Sophia deve letteralmente la vita alla vicina di casa Carolina Meneses, che le ha praticato il massaggio cardiaco, e all'infermiere della Soreu di Bergamo Manuel Spinelli, che ha guidato la donna via telefono. Succede nel Bresciano. Lieto fine, ma che spavento

E' stato un parto estremamente complicato quello avvenuto in un appartamento di Borgosatollo, nel Bresciano. Lieto fine, ma tanta paura.

Sophia è nata nel bagno di casa, sotto gli occhi terrorizzati dei fratelli. Il più piccolo, di soli 5 anni, piangeva, mentre il più grande, appena maggiorenne, si preoccupava di dare l'allarme e chiamava i soccorsi.

La madre non sapeva di essere incinta, scrive BresciaToday. Il padre era fuori per lavoro. La piccola Sophia deve letteralmente la vita alla vicina di casa Carolina Meneses, che le ha praticato il massaggio cardiaco, e all'infermiere della Soreu di Bergamo Manuel Spinelli, che ha guidato la donna via telefono dicendole le manovre da fare per salvarla.

I fatti: la donna all'alba di giovedì si è svegliata per le urla provenienti dall'appartamento del piano di sotto. Non ha perso tempo: ha impugnato il telefono e ha chiamato la vicina di casa, che è un'amica.

"Mi ha risposto uno dei suoi figli - dice la donna - e ho capito immediatamente che qualcosa non andava, perchè non parlava ed era agitatissimo. Senza pensarci due volte sono scesa al piano di sotto e sono entrata nell'appartamento: La donna era accasciata sul pavimento del bagno, mentre il figlio più grande parlava al telefono con un operatore del 118". 

"All'inizio pensavo che stesse male, mai avrei pensato che avesse appena partorito: nessuno sapeva che era in dolce attesa, lei stessa non era consapevole di essere incinta, anzi credeva di non poter più avere figli".

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Intorno alla donna i suoi figli, visibilmente sotto shock. "Mi sono avvicinata al water - prosegue Carolina - e ho visto il corpicino della piccola, così l'ho immediatamente tirata fuori da lì. Non si muoveva, non respirava: sembrava morta. L'ho asciugata e l'ho avvolta in un asciugamano e poi mi sono fatta passare il telefono: proprio in quel momento la bimba ha aperto la bocca: è stato allora che ho capito che era ancora viva e forse potevo salvarla."

Fonte: BresciaToday →

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