Il pedofilo che ha scelto la castrazione chimica: "Ora non ho più quegli impulsi"

La testimonianza a Le Iene: "Lo faccio per il bene della società, ma anche per me".

"Volevo un futuro senza crimini. Lo faccio per il bene della società, ma anche per me". Un ex pedofilo ha raccontato alle Iene di aver tratto "giovamento" dalla castrazione chimica, pratica a cui ha deciso di sottoporsi dopo essersi macchiato di abusi nei confronti di ragazzini tra i 12 e i 15 anni. L'argomento è complesso e va trattato con delicatezza. "Si deve essere seguiti da uno psichiatra, altrimenti è molto pericoloso" dice infatti Chris, 52 anni, davanti alle telecamere della trasmissione di Italia 1.  "Quando avevo 23 anni ho iniziato ad abusare di adolescenti - racconta Chris - li adescavo al parco giochi, al luna park". L'uomo ha già scontato dieci anni di carcere, ma ora è libero. "Non andrà mai via quella parte di me, ma ora riesco a gestirla. Se vedo dei ragazzini per strada, vado avanti. Non ho più quegli impulsi". 

Castrazione chimica, in quali Paesi esiste

Mentre da noi è una norma in fase di discussione, esistono Paesi europei in cui la castrazione chimica esiste già, sia come pena che come opzione volontaria per il condannato. In Europa la troviamo in 13 Paesi, che sono: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Islanda. Come è facile notare si tratta di Paesi soprattutto nel Nord Europa, ma esistono delle differenze tra loro, soprattutto per quanto riguarda le limitazioni di questa pratica. Quali sono queste differenze? Per prima cosa è fondamentale l'adesione volontaria del condannato, che deve essere informato e al corrente dei rischi per la propria salute. Poi esistono dei Paesi come Svezia, Finlandia e Germania che pongono dei 'paletti', come l'età minima del condannato, che deve essere tra i 20 e i 25 anni. 

Castrazione chimica, il Ministero della Salute dice no

Non sempre la castrazione chimica viene utilizzata come punizione, ma esistono posti, come la Finlandia, in cui la procedura è permessa soltanto se allevierà le turbe mentali del soggetto in questione, spesso in lotta con i propri istinti sessuali. In Germania, Danimarca e Norvegia invece si può utilizzare la castrazione chimica soltanto in presenza di una perizia che dimostri che il soggetto possa ripetere tali reati a sfondo sessuale a causa dei propri impulsi incontrollabili. 

Fonte: Le Iene →

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