Coronavirus, il comune che dà il via ai test sierologici: "Stufo di vedere morire la gente in casa"

A Robbio, nel Pavese, test su base volontaria per i cittadini. Il sindaco: "Non c'è più tempo da perdere". Il dubbi del virologo Perna: "Anticorpi non compaiono prima di sette giorni, attenzione ai falsi negativi"


Prima medici, infermieri e forze dell’ordine. Poi le case di riposo. In mancanza di tamponi, che non bastano per tutti, a Robbio (Pavia) partono i test sierologici per capire chi ha già contratto il virus e sviluppato l’immunità.

"I tamponi fatti sono una quindicina, ma abbiamo circa 50 casi sospetti" ha detto il sindaco Roberto Francese a Mattino 5. "Tre settimane fa ho segnalato il caso di una persona anziana con dei sintomi. Mi hanno detto avrebbero fatto un tampone a domicilio, ma non l’hanno fatto. Adesso tutta la famiglia sta male e due persone ieri sono state ricoverate. Se vogliamo piantarla di riempire gli ospedali bisogna fare il test al maggior numero di persone possibili, o almeno a quelle che stanno male". 

"Sono stufo di vedere la gente che muore a casa da sola - ha aggiunto il primo cittadino -, perché a Robbio è già capitato". Per le analisi il sindaco si è affidato ad un’azienda privata. I test, che costano 45 euro e sono effettuati su base volontaria, non hanno ancora validità scientifica, ma il sindaco sostiene che a Robbio "hanno dato il risultato giusto" nel 100% dei casi. Ad ogni modo, "validato o non validato in questo momento non c’è più tempo da perdere".

I dubbi del virologo: "Attenzione ai falsi negativi"

In collegamento con Mattino 5, il prof. Perno, virologo e direttore del laboratorio del Niguarda, ha espresso però alcune perplessità. In primis sul costo (si tratta di test che secondo il virologo dovrebbero costare pochi euro), e in secondo luogo sull’utilità dell’analisi sugli anticorpi come strumento di diagnostica. "Il sindaco espone una esigenza reale, ma gli strumenti che abbiamo devono essere adeguati, non posso misurare l’insufficienza renale facendo una glicemia. Sul lavoro che si sta facendo lì qualche dubbio ce l’ho - ha ammesso Perno - perché volendo essere precisi gli anticorpi misurano la risposta della persona al virus e compaiono non prima di sette giorni dopo l’inizio dei sintomi, questo significa che se una persona si infetta al ‘tempo zero’ gli anticorpi resteranno assenti per almeno due settimane durante la sua infezione".

Quindi anche se il test risulta negativo, "non necessariamente significa che quella persona non è infetta". In quel caso, spiega il medico, "stiamo dando un falso negativo".

Fonte: Mattino Cinque →

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