Clochard ruba per fame, la Cassazione annulla la condanna: "Non è reato"

Gli ermellini hanno annullato la condanna inflitta in Appello a un giovane straniero finito in tribunale per non aver pagato 4 euro di wurstel e formaggio. Per i giudici agì "in stato di necessità" e quindi non può essere punito

Il ricorso in Cassazione è stato presentato dal procuratore generale della Corte d'Appello di Genova

Chi ruba per fame non può essere punito. Lo ha stabilito la Cassazione, annullando la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Genova a un giovane straniero senza fissa dimora che nel 2011 fu sorpreso a rubare in un supermercato wurstel e formaggio, per un valore di 4 euro.

"Il fatto non costituisce reato", hanno detto i giudici della Corte Suprema. A fare ricorso non è stato il giovane, l'ucraino Roman Ostriakov, bensì il procuratore generale della Corte d'Appello di Genova, il quale chiedeva che l'imputato fosse condannato non per furto lieve, come stabilito in primo e secondo grado, ma per tentato furto, visto che era stato bloccato prima di uscire dal supermercato, dopo essere stato notato da un cliente che aveva avvertito la sicurezza. Il clochard aveva pagato in cassa soltanto una confezione di grissini, non i wurstel e il formaggio che aveva preso.

Secondo gli ermellini, quello commesso da Ostriakov (con precedenti simili, legati sempre al furto di generi alimentari di poco prezzo perché spinto dalla fame) è stato un furto consumato e non tentato, eppure "la condizione dell'imputato e le circostanze in cui è avvenuto l'impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità". La sentenza degli ermellini (numero 18248 della Quinta sezione penale) non riporta l'entità della pena inflitta a Roman, che aveva già dei precedenti di furti di generi alimentari di poco prezzo perché spinto dalla fame.

Fonte: Corriere della Sera →

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