Salvini stanco del M5s: "Cambiano idea troppo spesso"

Il leader del Carroccio: "Mi sono imposto un atteggiamento buddista. Lavoro e non rispondo alle provocazioni e agli insulti che sono pressoché quotidiani. Resisto perché la gente in piazza mi chiede di andare avanti"

Mentre il caso Siri sembra destinato a concludersi con le dimissioni, il clima tra Lega e M5s è tutt'altro che sereno. "Il problema è che cambiano idea troppo spesso. Non solo in questo caso. Ma anche sulla flat tax, sull'immigrazione o sulle autonomie. Non si può dire contemporaneamente sì, no e forse. Se poi Di Maio ha un modo per sistemare scuole e strade senza enti intermedi sono pronto ad ascoltarlo. Però mi secca lavorare settimane per scoprire che hanno una nuova opinione". Così Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vicepremier, in una intervista a La Stampa parlando delle province, questione che ha riaperto la querelle tra Lega e 5Stelle.

Caso Siri, Conte "tra due fuochi" ma ormai le dimissioni sembrano inevitabili

"Adesso le Province non sono né carne né pesce - spiega Salvini - Ci sono presidenti, dipendenti e amministratori, ma non ci sono soldi e poteri. Il risultato è che le strade e le scuole restano senza manutenzione. Le cose o si fanno bene o non si fanno. E io sono convinto che si debbano fare". Le seccature cominciano a essere molte, "troppe, a essere sincero - sostiene il ministro - Però mi sono imposto un atteggiamento buddista. Lavoro e non rispondo alle provocazioni e agli insulti che sono pressoché quotidiani. Resisto perché la gente in piazza mi chiede di andare avanti, di pensare al fisco, ai disabili, alla sanità. Alle cose concrete, insomma".

In ogni caso, difficile credere che il governo sia a rischio: la "doppia maggioranza" di cui gode Salvini, e di cui abbiamo già scritto in passato, lo mette in una situazione di vantaggio tattico che non ha eguali nella storia repubblicana.

Fonte: La Stampa →

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