San Marino "d'Arabia": le banche del Titano finiscono nella pancia degli emiri

Il governo del Monte Titano deve far fronte alla tegola dei crediti deteriorati che pesano per quasi 2 miliardi di euro sui conti delle banche locali

Dapprima il Qatar, poi gli Emirati Arabi Uniti: gli sceicchi ha messo gli occhi sul traballante sistema bancario di San Marino che necessita di oltre mezzo miliardo di euro per una ricapitalizzazione che, come affermato dall'ex Segretario di Stato, Iro Belluzzi lo scorso 19 aprile in Consiglio Grande e Generale, è quanto mai urgente.

Urgente perchè l’antica Repubblica non è più quell’isola felice degli anni 80-90 con il governo del Monte Titano che già deve far fronte alla tegola dei crediti deteriorati che pesano per quasi 2 miliardi di euro sui conti delle banche locali.

Una prima soluzione può essere la vendita di uno degli istituti più in difficoltà, ovvero il Credito Industriale Sammarinese. La banca che fa riferimento di fatto all’immobiliarista e costruttore Marino Grandoni (la catena di controllo parte dalla lussemburghese Leiton Holding e arriva a Banca Partners spa) potrebbe presto passare di mano.

Secondo quanto appreso da MF-Milano Finanza in ambienti politici e istituzionali, lo scorso weekend si sarebbe giunti all’atto finale della trattativa. La controparte è rappresentata dagli Emirati Arabi Uniti.

Se davvero il Credito Industriale Sammarinese, che per la cronaca è anche debitore, per una cifra vicina ai 14 milioni, della Cassa di Risparmio di San Marino finirà in mani arabe, il sistema bancario locale per la logica dei vasi comunicanti rischierebbe seriamente di essere colonizzato.

Sul Monte Titano, infatti, si sostiene che nel mirino degli Emirati Arabi Uniti non ci sia solo il Cis, di cui è azionista anche la famiglia Gerani (Iceberg). Si guarda con attenzione alla definizione del salvataggio di Asset Banca, in liquidazione coatta amministrativa, che dovrebbe essere salvata dalla Cassa di Risparmio di San Marino. Ma tra i soci di Asset Banca, governo e banca centrale è in atto una guerra a suon di carte bollate.

Fonte: Milano Finanza →

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