Caos a Hong Kong: violenti scontri al Politecnico

Dopo giorni in cui i dimostranti hanno occupato il Politecnico locale, violenti scontri si sono verificati nella notte. Gli agenti antisommossa hanno fatto irruzione nel campus, arrestando diverse "centinaia di persone"

EPA/JEROME FAVRE

Caos a Hong Kong. Dopo giorni in cui i dimostranti hanno occupato il Politecnico locale, violenti scontri si sono verificati nella notte. Gli agenti antisommossa hanno fatto irruzione nel campus, arrestando diverse "centinaia di persone" fino a questa mattina.

Le versioni sono contrastanti. La polizia ha negato di aver effettuato "un raid" all'interno dell'università e ha parlato di "un'operazione di dispersione ed arresti". Per il South China Morning Post - che parla di una breve irruzione nel campus - la situazione è di stallo. A partire dalla mezzanotte, secondo le autorità, i dimostranti hanno iniziato a scagliare bombe molotv, mattoni e altre armi improvvisate e appiccato infine un incendio all'entrata principale per fermare gli agenti intenzionati a entrare nel campus universitario.

Hong Kong, caos al Politecnico: violenti scontri

Non si conosce il numero degli studenti asserragliati nel campus. Parlando con il South China Morning Post, il parlamentare Ted Hui Chi-fung, entrato nel Politecnico ieri "gli scontri al momento sono sospesi, la polizia non può entrare ma neanche i manifestanti possono uscire".

Negili ultimi giorni la polizia è diventata un bersaglio per manifestanti radicali, che li accusano di forza eccessiva. Ieri un agente è stato ferito alla gamba con una freccia.

L'Alta Corte di Hong Kong ha dichiarato l'incostituzionalità del divieto dell'uso delle maschere introdotto lo scorso mese dalla governatrice Carrie Lam facendo leva sulla legislazione di emergenza, una norma che aveva suscitato violentissime polemiche. La sentenza dell' Alta Corte, riferisce il network pubblico Rthk, stabilisce la "incompatibilità con la Basic Law", la Costituzione locale, ed è maturata a seguito del ricorso promosso da 24 parlamentari pan-democratici.

Le proteste iniziate il 9 giugno contro un emendamento alla legge sulle estradizioni, ritirata il 24 ottobre, si sono trasformate in un’opposizione all’ingerenza sempre più accentuata di Pechino nell’autonomia della città stato.

Fonte: South China Morning Post →

In Evidenza

Più letti della settimana

Potrebbe interessarti

Torna su
Today è in caricamento