"Onorevole, prima paghi": al bar della Camera arrivano i controllori dello scontrino

La ditta che ha in appalto i servizi di ristorazione della Camera è costretta a piazzare i controllori alla buvette: ci sono troppe consumazioni non pagate

La buvette di Montecitorio

La regola prevede che chiunque debba mostrare lo scontrino prima di ordinare al banco. Nella pratica, però, i conti non tornano: molti entrano, ordinano, consumano e poi vanno via senza pagare. E' caos a Montecitorio, dove la ditta che ha in appalto i servizi di ristorazione della Camera è costretta a piazzare i "controllori dello scontrino". 

Troppi onorevoli "distratti o furbetti" dimenticano di pagare il conto alla buvette, storico bar a due passi dall'Aula cui hanno accesso i deputati, i loro ospiti, i giornalisti parlamentari e una buona parte del personale di Montecitorio.

Come racconta la Repubblica, l’ex ministro Maurizio Lupi è stato tra i primi ad arrabbiarsi. E’ andato alla bouvette della Camera, ha chiesto spremuta e tramezzino. Ma quando gli è stato detto di fare prima lo scontrino l’onorevole è andato su tutte le furie. Perché in tutti i bar del mondo, sostiene Lupi, prima si consuma e poi si paga. L’ex ministro sbaglia e gli dovrebbe bastare una passeggiata per i bar del centro di Roma per capirlo. Ma il punto è un altro. Il punto è che Compass group, la società che gestisce il bar dei deputati, da qualche settimana ha varato un giro di vite. Niente caffè agli onorevoli se prima non portano lo scontrino.

Tutto ha inizio qualche settimana fa. I vertici della spa sono in visita a Montecitorio. Si imbattono in qualche movimento un po’ sospetto: un onorevole che “dimentica” lo scontrino, qualche avventore distratto che forse paga, forse no. “Eh già – fa dell’autoironia il verdiniano Luca D’Alessandro – saranno stati i soliti di Ala, ahahahah”. C’è poco da ridere, la contromossa della Compass è racchiusa in una lettera ai dipendenti che recita più o meno così: “Senza ricevuta non fate consumare nessuno”. E se i camerieri disattendono l’ordine? Sanzioni disciplinari. E siamo a lunedì. Dario Franceschini chiede un cornetto alla crema. “Ministro, mi perdoni, servirebbe lo scontrino”. La risposta è uno sguardo affilato e silente. Incidente sfiorato.