"Mi hanno costretta a fare sesso a tre", colf accusa una coppia e finisce nei guai

La donna, 58 anni, aveva denunciato una coppia di anziani per presunte violenze sessuali. Dovrà rispondere di estorsione

Immagine d'archivio

Si era inventata tutto. Una colf filippina di 58 anni è finita a processo con l'accusa di estorsione e calunnia nei confronti dei suoi datori di lavoro. Come scrive TorinoToday, la donna aveva raccontato di aver subito violenze sessuali da una coppia di torinesi, lui di 75 e lei di 72 anni. I due, secondo la filippina, l'avevano costretta a rapporti sessuali a tre. Alla fine però è stata lei a finire sul banco degli imputati: il pm Mario Bendoni ha chiesto il rinvio a giudizio, accordato dal gup Silvia Carosio. Il dibattimento si aprirà nel maggio 2018.

I due episodi sarebbero avvenuti nel 2011 e nel 2017, ma del primo non se ne era saputo nulla finché non è emerso il secondo. Tutto falso, tanto che i due accusati sono caduti dalle nuvole quando si sono visti recapitare l'invito a comparire.

La squadra mobile della questura, incaricata dal magistrato di investigare, ha scoperto poi che nel 2011 la colf filippina aveva querelato un precedente datore di lavoro, un 60enne torinese, che pur di non turbare l'equilibrio familiare aveva accettato un patteggiamento (anche in quel caso ingiusto) di un anno e nove mesi con un risarcimento di 25mila euro. Solo dopo sei anni anche lui ha avuto il coraggio di ammettere che l'accusa di violenza sessuale subita era del tutto inventata. I rapporti sessuali con la colf c'erano stati, ma erano consenzienti e dietro pagamento di extra rispetto allo stipendio.

Fonte: TorinoToday →

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