Shoah: la Svizzera sapeva dello sterminio, ma espulse lo stesso rifugiati

Nonostante i rapporti stilati dai diplomatici, il Consiglio federale aveva deciso nell'agosto 1942 di effettuare espulsioni di massa di rifugiati stranieri civili, anche se ciò poteva mettere in pericolo la loro vita

Il governo svizzero era a conoscenza del genocidio perpetrato dai nazisti nei campi di concentramento già nel 1942: il telegiornale della televisione svizzero-tedesca SRF ha presentato ieri sera dei documenti - finora rimasti inediti - redatti da diplomatici svizzeri durante la Seconda guerra mondiale e indirizzati al governo.

Si tratta di centinaia di lettere, telegrammi e rapporti dettagliati e anche di fotografie: "Si può dimostrare che dal maggio 1942 informazioni relative all'uccisione di ebrei sono giunte fino a Berna", ha detto alla televisione il direttore dei Documenti diplomatici svizzeri Sascha Zala. Questi documenti - scrive l'agenzia svizzera Ats - erano stati consegnati al consigliere federale Eduard von Steiger che all'epoca era responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia.

Nonostante i rapporti stilati dai diplomatici, il Consiglio federale aveva deciso nell'agosto 1942 di effettuare espulsioni di massa di rifugiati stranieri civili, anche se ciò poteva mettere in pericolo la loro vita.



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