Imprenditore si ferisce al collo con la motosega: è vivo per miracolo

Solo per un caso le lame non hanno reciso la vena giugulare: sarebbe morto decapitato o dissanguato

I punti di sutura applicati sulla profonda ferita dopo l'incidente

Sarebbe morto decapitato o dissanguato se le lame della motosega non si fossero fermate ad un centimetro dalla vena giugulare esterna. Per un noto imprenditore di Sant'Elia, vittima di un drammatico incidente agricolo, tutto si è fortunatamente risolto con numerosi punti di sutura, un'ampia cicatrice sul collo e la consapevolezza di essere stato 'miracolato'.

L'infortunio

L'infortunio si è verificato nella mattinata di mercoledì in un terreno di via Tascitara dove l'uomo, titolare di un'avviatissima attività commerciale a Cassino, stava potando dei rami di ulivo. Un lavoro di routine che viene svolto dopo la raccolta delle olive. Improvvisamente, forse per un movimento brusco oppure a causa di un momento di distrazione, il cinquantasettenne ha perso il controllo della motosega che ha attecchito dapprima alla camicia dilaniandola e poi al collo.

La profonda ferita e la corsa in ospedale

"Ho chiuso gli occhi e pensato che fosse finita. Quando si svolgono questi lavori bisogna avere il massimo della concentrazione. Un momento di distrazione può causare la morte". Sposato, con due figli e quattro nipoti tutti in tenera età l'imprenditore è stato trasportato d'urgenza al 'Santa Scolastica' e ricoverato nella sala rossa.