Siria, raso al suolo un ospedale di Medici senza frontiere: 13 le vittime

Tra le macerie della struttura di Idlib sono morti cinque bambini e due donne. Sei le persone rimaste ferite. L'ospedale serviva una popolazione di 70mila persone. Msf: "Tra le vittime ci sono quattro medici"

Foto Facebook Matia Jalal

SIRIA - Un ospedale supportato da Medici Senza Frontiere (Msf), che serviva una popolazione di 70.000 persone nella città siriana di Millis, nel governato nord-occidentale di Idlib, è stato distrutto da un bombardamento aereo sabato 6 agosto, causando la morte di 13 persone. E' quanto ha denunciato oggi l'organizzazione.

LA DENUNCIA - "Quattro membri dello staff dell'ospedale e altre nove persone - tra cui cinque bambini e due donne - sono stati uccisi nei due attacchi aerei che hanno colpito direttamente l'ospedale e nei due attacchi che hanno colpito le vicinanze dell`edificio intorno alle 14 ora locale. Altri sei membri dello staff sono rimasti feriti", si legge in un comunicato.

LE BOMBE - Il bombardamento ha praticamente distrutto l`ospedale, che ora è chiuso, si precisa nella nota, ricordando che la struttura garantiva cure d`urgenza e consultazioni a circa 250 pazienti al giorno, tra cui molte donne e bambini.

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"ATTO VERGOGNOSO" - "Il bombardamento diretto di un altro ospedale in Siria è vergognoso - ha detto la Dottoressa Silvia Dalla Tommasina, coordinatore medico delle operazioni di Msf in Siria nord-occidentale - dobbiamo ammirare il coraggio e la dedizione dei medici siriani che continuano a lavorare nel mezzo di un conflitto in cui gli ospedali vengono colpiti regolarmente e sentiamo con forza il dovere di supportarli nel loro lavoro quotidiano per salvare vite umane. Ogni volta che un ospedale viene distrutto, in modo mirato o in attacchi indiscriminati contro le aree civili, molti altri siriani vengono privati di una cruciale ancora di salvezza per ricevere cure mediche e sopravvivere. Alcuni ospedali forniscono cure di prima linea ai feriti di guerra, altri forniscono cure di prima linea a donne con gravidanze difficili. Tutti sono fondamentali per salvare vite umane".

Fonte: Syria Direct →

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