Papa Francesco, voce clamorosa: vuole tenere Padre Pio in Vaticano per sempre

A San Giovanni Rotondo fede e business camminano ormai di pari passo. Hotel, ristoranti, bar, negozi sempre pronti ad accogliere le centinaia di migliaia di pellegrini che ogni anno si recano in pellegrinaggio. In base ad alcuni rumors Francesco starebbe pensando di non restituire più le spoglie del santo ai francescani di San Giovanni Rotondo

Bergoglio ha chiesto e ottenuto di avere a Roma, in Vaticano, le spoglie di Padre Pio

Papa Francesco vorrebbe tenere in Vaticano a tempo indeterminato le spoglie di Padre Pio: lo scrive oggi Affaritaliani.it. A San Giovanni Rotondo fede e business camminano ormai di pari passo. Hotel, ristoranti, bar, negozi sempre pronti ad accogliere le centinaia di migliaia di pellegrini che ogni anno si recano in pellegrinaggio.

In base ad alcuni rumors Francesco starebbe pensando di non restituire più le spoglie del santo ai francescani che da decenni le custodiscono presso il loro santuario. 

In occasione del Giubileo, Bergoglio ha chiesto e ottenuto di avere a Roma, in Vaticano, le spoglie di Padre Pio.

Ma ora circola la voce in Vaticano secondo la quale Bergoglio, in polemica coi frati pugliesi per alcune cattive condotte, potrebbe decidere di non restituire la salma di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Un'ipotesi per ora non confermata ma certamente clamorosa.

Di sicuro nei prossimi giorni se ne saprà di più: perché la voce è a dir poco clamorosa.



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Commenti (7)

  • CIARLATANI Qualche cenno storico: Francesco Forgione (1887-1968) in arte Padre Pio fu ordinato frate nel 1910. Immediatamente gli vennero le stimmate per poi scomparire subito dopo. Nel 1918 le stimmate tornarono. Lo spettacolo delle ferite che sanguinavano mentre il frate diceva messa fece accorrere le masse, oltre che (finalmente) i medici. Nel 1919 uno di questi visito' il frate e noto' che le piaghe erano superficiali, e presentavano un alone del caratteristico colore della tintura di iodio. La diagnosi fu confermata dal perito ufficiale inviato dal Santo Uffizio, che attribuì alla tintura di iodio lo sviluppo e il mantenimento delle lesioni, in origine superficiali e di natura patologica (necrosi della cute). Secondo i confratelli, Padre Pio versava acido fenico, acido nitrico e acqua di colonia sulle ferite "per attutire a scopo di umiltà il suo odore di santità". Nel 1920 anche Padre Gemelli visitò il frate, e dopo aver dichiarato che le stimmate erano di origine isterica cercò di farlo internare. Nel frattempo il frate si era schierato a favore dei fascisti. Il giro di denaro delle offerte minava il voto di povertà dei cappuccini, e la spartizione del bottino spesso degenerava in rissa. Il culto dei devoti, alimentato dal commercio dei panni sporchi del sangue delle stimmate, sconfinava nell'idolatria pagana. Il flusso dei pellegrini interferiva con la supposta clausura dell'eremo, e le visite notturne al convento di sedicenti "figlie spirituali" davano adito a pettegolezzi poco edi@#?*%$nti. Dopo che l'arcivescovo di Manfredonia dichiarò che Padre Pio era un indemoniato, e i frati di San Giovanni Rotondo una banda di truffatori, il Santo Uffizio dovette correre ai ripari. Nel 1922 ordinò al frate di indossare guanti senza dita per nascondere le stimmate. Nel 1923 decretò che non si era in presenza di alcun fatto soprannaturale. Nel 1924 ammonì i fedeli ad astenersi dal mantenere qualunque rapporto, anche epistolare, con Padre Pio. Nel 1931 privò il frate di tutte le facoltà religiose, salvo quella della messa, che però poteva celebrare solo privatamente. Due visite ispettive, ordinate dalla Santa Sede nel 1927 e 1928, stabilirono che la situazione nel convento di San Giovanni Rotondo era solo un aspetto di un grave disordine morale del clero foggiano, che indulgeva in ogni sorta di allegria: "corruzioni, ruberie,ricatti, peccati della carne, simonìa (delitto consistente nel vendere o comprare cose sacre) odi e vendette". E proprio questa fu la salvezza di Padre Pio che propose al Vaticano un patto fra "gentiluomini": la mancata pubblicazione di alcuni libelli sull'edi@#?*%$nte situazione (confezionati nel 1931 e 1933 dai seguaci del frate), in cambio della revoca delle disposizioni nei suoi confronti. Nel 1934 la Santa Sede cedette, pur reiterando che padre Pio non doveva trasformare la messa in uno spettacolo da baraccone, che le donne non potevano rimanere a dormire al convento, e che il commercio delle pezze insanguinate era severamente proibito. Ormai il frate aveva ottenuto l'impunità, e decise di dedicarsi alla costruzione del suo monumento: un ospedale divino. Un misterioso finanziamento di 300 miliono di allora arrivò dalla Francia nel 1941, forse da un conto estero nel quale erano state "fatte affluire" le offerte dei fedeli. L'ospedale fu inaugurato nel 1956, e fa parte dell'unico vero miracolo di Padre Pio: la trasformazione di San Giovanni Rotondo in un potentato economico completo di alberghi, pensioni, ristoranti, bar e negozi di ogni genere. Oltre che di un enorme tempio progettato da Renzo Piano, con la capienza di 30000 posti (in un paese che conta 27000 abitanti). Con l'avvento di Giovanni XXIII, che non credeva affatto alla santità del frate, ordinò nel 1960 un'ispezione a San Giovanni Rotondo. Si stabilì che moltissimi frati possedevano automobili private e gestivano personalmente grandi somme di denaro, nonostante il voto di povertà. Le donne continuavano a pernottare nel convento e il commercio delle reliquie non si era affatto fermato. Nel 1961 il Santo Uffizio tornò a segregare Padre Pio e a prendere il controllo del convento. Con l'elezione di Paolo VI il frate potè tornare a svolgere le sue attività. In cambio, la Santa Sede pretese e ottenne di essere nominata erede universale nel suo testamento. Alla sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968, Padre Pio effettuò un ultimo miracolo: le stimmate erano sparite senza lasciare traccia, e lasciando invece ovvi sospetti sulla loro esistenza. Giunge infine l'operazione di canonizzazione, orchestrata in modo da confluire nel gran -business- del Giubileo, da parte di Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002. (Piergiorgio Odifreddi)

  • "povero padre pio", ci mancava pure... questo. Sfugge comunque a molti che il viaggio dei "resti" del frate godrà del finanziamento della Regione Puglia, votato in Commissione Bilancio dai gruppi consiliari, ad eccezione dei grillini. Il servizio d'ordine invece graverà non sul Vaticano, ma sulle finanze statali. Questo servizio riservato in occasione di capi di Stati stranieri prevede l'impiego di 1000 agenti. Ogni agente per l'occasione costa allo Stato 300, moltplicato per 1000 e per dieci giorni ed avrete quanto? Tanto perchè l'effetto tra regia, patologia e polizia, venga considerato veramente in TOTO.

    • Il risarcimento sarà ... l'urna d'oro di Monterotondo che verrà donata allo Stato (così deputati, senatori, impiegati, barbieri, baristi di Camera e Senato potranno avere uno stipendio più alto ...)!

  • E' necessario vietare per ogni tipo di associazione religiosa. Se uno vuole credere in qualcosa lo faccia senza sfruttare le debolezze altrui per arricchirsi.

  • Padre Pio amava la povertà e non lo sfarzo. Secondo me è scappato via da San Giovanni Rotondo, dopo aver visto che hanno speso milioni di euro per una cripta d'oro.

  • non dite cose che non sono vere ....papa francesco nn ha mai pensato sta cosa e non lo farebbe mai..

  • enzo longo perché vedere il bicchiere sempre vuoto? Penso che se Papa Francesco terrà a Roma Padre Pio (in una cripta profonda) lo farà per annullare proprio "l'adorazione della carcassa imbalsamata" come dici tu, lo farà per annullare tutte le superstizioni che girano intorno e far capire, soprattutto agli "adoratori" di uomini e di statue che la fede è ben altro.

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