Francia, telefoni fissi nelle celle di 50mila detenuti entro il 2018

Al via il bando per l'installazione dei telefoni fissi nelle celle. Le prime linee dovrebbero essere attivate entro la fine del 2018

Immagine di repertorio

Il ministero della Giustizia francese ha lanciato una gara d'appalto per realizzare circa 50mila utenze nei penitenziari del Paese. I detenuti avranno un telefono fisso in ogni cella, per comunicare così con l'esterno ma solo con i numeri autorizzati dall'amministrazione penitenziaria. Le prime linee dovrebbero essere attivate entro la fine del 2018, come scrive il quotidiano francese Le Monde

Al momento i detenuti possono telefonare soltanto in orari prestabiliti da cabine telefoniche comuni ma spesso, a causa del sovraffollamento delle strutture e della mancanza di personale, molti di essi non riescono ad usufuire di tale possibilità. 

Il telefono fisso in cella è già realtà sperimentata nel carcere di Montmédy, nel nord-est della Francia, dove a partire dal luglio 2016 296 detenuti hanno potuto chiamare i propri famigliari in qualsiasi orario (mentre spesso le fasce orarie consentite per le chiamate corrispondono agli orari lavorativi e scolastici, quindi è più difficile trovare in casa figli e parenti), a un costo inferiore del 20 per cento rispetto a quello delle cabine che si trovano nel penitenziario. 

L'amministrazione Macron punta molto sul provvedimento. Il mantenimento dei legami familiari è considerato un elemento chiave per il reinserimento nella società dei detenuti. Ma l'idea di equipaggiare le celle con utenze telefoniche ha anche un altro scopo: scoraggiare il traffico di telefoni cellulari, una delle principali fonti di conflitto nelle prigioni. 

Fonte: Le Monde →

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