Ecco come è nato il "revenge porn"

GQ risale alle origini del fenomeno, immagini o video hot diffusi online per vendetta. Tanti le vittime tra i vip, da Rihanna a Kate Middleton

Ormai è diventata una pratica sempre più diffusa. Il "revenge porn", la diffusione di video o immagini in cui appaiono nude o mentre fanno sesso per vendetta da parte di ex fidanzati o conoscenti invidiosi,  colpisce indistintamente ma ha fatto vittime anche trai vip, da Pamela Anderson fino alla duchessa di Cambridge, Kate Middleton.

Basta poco: un vecchio video fatto per gioco, una foto osè di qualche tempo prima scattata per scherzo. Immagini innocenti creati per restare private e che invece vengono condivise con il più vasto pubblico, oggi ancora più globale grazie ai social network.

Un fenomeno in crescita che ha iniziato a preoccupare il legislatore. In Israele, Stati Uniti e Germania è stato introdotto il reato di "vendetta porno", che presto arriverà anche in Gran Bretagna e Francia. In Italia se ne sta discutendo in Commissione Giustizia alla Camera.

GQ Italia ha tracciato cinque tappe attraverso le quali si è "evoluto" il fenomeno del revenge porn. 

1) Il caso Beaver Hunt
Negli anni Ottanta il magazine Hustler pubblicò una rubrica con foto di donne nude, senza però aver ottenuto da essere il consenso di utilizzare la propria immagine. Seguì denuncia

2) Le Usenet
Agli albori di internet, c'erano le usenet, community mondiali su cui scambiarsi informazioni e contenuti

3) Xtube
Il sito porno nel 2008 pubblicò materiale inviato dagli utenti ma ricevette richieste di rimozione da parte di diverse donne (e pochi uomini)

4) IsAnyoneUp
Uno dei primi siti di revenge porn, nati intorno al 2010. IsAnyoneUp pubblicava foto e video degli utenti, con tanto di numeri di telefono, nomi, luoghi di lavoro, link ai profili social. Il fondatore, Hunter Moore, è stato denunciato per abusi e pirateria informatica

5) Snapchat
Circa 200mila utenti dell'app di messaggistica in cui foto e video scompaiono dopo pochi secondi (usatissima per il sexting) sono stati hackerati e i loro contenuti potrebbero presto finire in rete. Proprio come è accaduto qualche tempo fa su iCloud, dove hanno rubato migliaia di foto a vip come Jennifer Lawrence e Rihanna, pubblicandole online

Fonte: GQ Italia →

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