Vesuvio, ecco cosa accadrebbe in caso di eruzione

Il piano di emergenza è in grado di evacuare l'area in 72 ore. La Regione: "È il vulcano più monitorato al mondo, un'eventuale emergenza sarebbe gestita in maniera rapida ed efficiente". Intanto presto sarà possibile "radiografare" il cono e osservare "gli organi interni" del vulcano

"In 72 ore siamo in grado di evacuare l'area". Con queste parole Edoardo Cosenza, assessore della Regione Campania ai Lavori pubblici e alla Protezione civile, ha spiegato - nel corso di un convegno che si è tenuto quattro giorni fa in un liceo di Napoli - qual è il piano da mettere in atto in caso di eruzione del Vesuvio.

"Il Vesuvio è il vulcano più monitorato al mondo, un'eventuale emergenza sarebbe gestita in maniera rapida ed efficiente - ha dichiarato l'assessore - in 72 ore gli ingorghi interni non ci preoccuperebbero anche se è ovviamente importante realizzare un sistema di viabilità che garantisca la sicurezza di coloro che vivono nei territori vesuviani".

Piano d'emergenza: ecco dove sarebbe trasferita la popolazione

A tal riguardo, l'assessore invierà ai sindaci delle zone rosse una richiesta di individuazione dei diversi step da mettere in atto nel caso di un'emergenza e ha annunciato come si stia operando per completare il tratto autostradale Napoli – Angri e il nuovo svincolo della statale 268 che dalla stessa Angri collegherà l’arteria vesuviana con la Napoli – Salerno.

Il piano è quindi da tempo nei cassetti, nella speranza di non doverlo mai mettere in pratica. Ma intanto il 14 novembre scorso, in occasione del workshop Muographers 2014 di Tokyo, Stefano Gesta, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e Takehiro Koyaguchi, direttore generale dell’Earthquake Research Institute, l’istituto di ricerca sui terremoti, hanno mostrato al mondo come con la recente tecnica di "radiografia muonica" sarà presto possibile esplorare la struttura interna della parte emergente del Vulcano e scoprire le probabili vie eruttive, ossia le zone di minore densità:

Il principio della radiografia muonica è analogo a quello dei raggi X per il corpo umano. La luce è totalmente assorbita dal corpo umano, i raggi X invece sono assorbiti solo parzialmente. È così possibile vedere gli organi interni su un’apposita lastra che evidenzia il loro diverso assorbimento a seconda della densità dei tessuti attraversati. I muoni, particelle elementari simili agli elettroni ma di massa molto maggiore, attraversano anche rocce spesse un chilometro. I muoni quasi orizzontali naturalmente prodotti nell’interazione dei raggi cosmici di altissima energia con l’atmosfera terrestre possono attraversare la parte più alta di un vulcano. In questo caso, il ruolo della lastra per i raggi X è svolto dal telescopio muonico, posto alle pendici del vulcano, capace di determinare con precisione la traiettoria dei muoni che lo attraversano provenendo dalla parte opposta e quindi di tracciare una mappa del diverso assorbimento.

Anche se non si tratta di informazioni utili a prevenire un'eruzione, questi dati sono comunque importantissimi per conoscere e simulare le vie e le modalità eruttive. Elementi chiave per comprendere al meglio i reali rischi che comporterebbe un'eruzione del Vesuvio.

Fonte: NapoliToday →

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