L'ex pubblica il suo video hot, lei denuncia tutto: "Vergognatevi, non farò la fine di Tiziana Cantone"

Elisabetta Sterni, 30enne bresciana, ha scoperto un video che la ritrae in intimità con un uomo su Whatsapp: "Volevo far riflettere tutte le persone che hanno condiviso questo video: vergognatevi"

Il suo ex pubblica un suo video hot su Whatsapp, lei risponde su Facebook: "Vergognatevi". E' BresciaToday a dare spazio a una vicenda che sta facendo discutere.

Elisabetta Sterni, 30enne camuna, ha scoperto un video che la ritrae in intimità con un uomo su Whatsapp e ha reagito con una video-denuncia che fa il pieno di condivisioni: "Volevo far riflettere tutte le persone che hanno condiviso questo video: vergognatevi".

"Pensavate di avermi ferita? Non è così, io sono una persona forte e questa cosa non mi ha per niente toccato". Sono le parole che Elisabetta Sterni, la 30enne bresciana i cui momenti di intimità sono diventati virali in rete, ha rivolto al ragazzo che ha pubblicato il video hot e a tutti colori che "l'hanno condiviso, anche solo una volta".

Nessuna vergogna, paura di niente: la giovane, che lavora come pr  e ragazza immagine in una nota discoteca di Padova, ha risposto a quelle immagini con una video-denuncia condivisa, ma poi rimossa, sulla sua bacheca di Facebook. "La persona che ha messo in giro questo video verrà punita" annuncia la 30enne nel filmato, anche se al momento nessuna denuncia sarebbe stata inoltrata alle autorità competenti.

Elisabetta è stata avvisata delle immagini hot diffuse in rete dal titolare del locale dove lavora: un filmato brevissimo, che risalirebbe alla scorsa estate, diventato talmente virale da finire pure sul cellulare della nipote 17enne della pr. In un'intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, la 30enne ha raccontato che inizialmente si era spaventata molto e si era cancellata da tutti i social.  

Poi però avrebbe cambiato idea e ha deciso di reagire, passando all'attaco: denunciando l'ex che ha violato la sua privacy e tutti coloro che hanno contribuito a far diventare quelle immagini private di pubblico dominio

Fonte: BresciaToday →

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