Caso Yara, il difensore di Bossetti: “Forse la ragazzina è stata vittima di una setta”

L'investigatore Ezio Denti, che fa parte del pool difensivo del muratore di Mapello, è a Rimini per investigare su un eventuale legame tra la morte di Yara e una rete di pedofili in seguito all'arresto di un impiegato trovato in possesso di un dossier sulla 13enne

Qualche settimana fa, un impiegato 53enne residente nel riminese è stato arrestato con l'accusa di detenzione di materiale pedopornografico. Nel suo computer, gli inquirenti hanno trovato migliaia di file e in particolare un intero "dossier" su Yara Gambirasio, per il cui omicidio è stato condannato all'ergastolo Massimo Bossetti. Custodito nei vari supporti informatici sequestrati all'uomo, inoltre, è stato trovato una sorta di "manuale degli orrori" dove, con particolari raccapriccianti e blasfemi, si descriverebbe una "pedomessa".

Ezio Denti, criminologo e investigatore privato che fa parte del pool difensivo di Bossetti, sta indagando su un possibile collegamento tra l'omicidio di Yara e quanto emerso dalle indagini a Rimini: l'arresto dell'impiegato 53enne è avvenuto nell'ambito di una maxi inchiesta su una vasta rete di pedofili, su cui c'è il massimo riserbo. 

"Devo capire con chi l’arrestato si interfacciava e se quella gente può essere legata a Massimo Bossetti, o se ci sono zone di collegamento con quella in cui Yara è stata uccisa", dice Denti al Resto del Carlino

Ecco le sue parole:

Quel dossier su Yara è molto interessante. Perchè proprio Yara? Perchè viene indicata come una vittima sacrificale sull’altare della pedofilia? Nei computer e nei cellulari di Bossetti non è stato trovato nulla che possa far pensare che si trovasse coinvolto in un giro simile. Gli stessi investigatori l’hanno escluso

L'ipotesi di una rete di pedofili, più volte seguita dalla difesa di Bossetti, sembra prendere "ancora più consistenza", spiega Denti, aggiungendo che "all’epoca gli inquirenti hanno indagato nell’abito della pedofilia. Sul corpo della giovane vittima sono stati trovati strani segni a croce, sembravano simboli che dovessero rappresentare chissà cosa. E non erano ferite vitali. E poi c’erano quei tagli sui polsi. Sembravano quasi delle ‘firme’ nell’ambito di una setta".

Rimini cosa può entrarci?

«Non Rimini, ma il gruppo di cui quell’impiegato faceva parte. A distanza di sette anni, ora si trova un soggetto con in mano un fascicolo sulla povera ragazzina che viene associata a tutte quelle porcherie. E’ strano. Yara era pulita e candida, e ora ce la ritroviamo descritta in quel modo da un gruppo di malati di mente che inneggiano a colui che l’ha uccisa come se fosse un eroe. Come se, appunto, si fosse trattato di un sacrificio. In quel dossier viene descritta come una ragazzina che è stata sacrificata da qualcuno. Se è Bossetti il colpevole, devo pensare che faccia parte della catena. Ma, ripeto, su di lui non è mai stato trovato nulla di collegabile alla pedofilia».

Una setta implica più persone.

Infatti. Abbiamo sempre pensato che in quel campo a morire di freddo e di stenti, sia stata lasciata da più persone

Fonte: Il Resto del Carlino →

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