Apnee notturne, mettere a dieta la lingua grassa è la soluzione

La correlazione è stata dimostrata da un recente studio americano che ha individuato nella perdita di peso la soluzione per le apnee notturne

Le apnee notturne, disturbi che comportano una respirazione che si interrompe e riprende in maniera ripetuta causando disturbi del sonno, si possono risolvere mettendo a dieta la lingua grassa. La correlazione tra questo problema e un eccesso di grasso sulla lingua è stato dimostrato da un recente studio condotto da un team della Perelman School of Medicine dell'University of Pennsylvania pubblicato sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, secondo cui una riduzione del grasso nella lingua ridurrebbe i sintomi dell'apnea ostruttiva del sonno (Osa).

Il riconoscimento della lingua grassa come fattore di rischio dell’apnea notturna ha permesso di individuare un nuovo obiettivo terapeutico che rende necessaria una perdita di peso del paziente. Come? NapoliToday ha chiesto consigli alla  biologa nutrizionista Ester Brucci.

- Ridurre il peso del 10% rispetto al peso attuale, aiuta a ridurre l’apnea notturna;

- Variare il più possibile l’alimentazione per evitare monotonia e carenze nutrizionali;

- Cenare molto prima del sonno, scegliendo una cena abbastanza leggera con alimenti facilmente digeribili;

- Preferire alimenti ricchi in fibra o contenenti amidi a lento assorbimento (es: pasta e pane integrali ), poiché riducono l’indice glicemico;

- Evitare il consumo di bevande alcoliche, soprattutto a cena;

- Le proteine da consumare devono essere soprattutto di alto valore biologico e variate tra loro, cioè provenienti sia da alimenti di origine animale che vegetale;

- Ridurre i quantitativi di zuccheri semplici, evitando snack, dolciumi, merendine e bevande zuccherine;

- Ridurre l’assunzione di acidi grassi saturi, in particolare acidi grassi trans, e cercare di incrementare il consumo di acidi grassi polinsaturi Omega-3;

- Ridurre l’uso del sale e il consumo di alimenti ricchi in sodio in generale. È importante ridurre quello aggiunto alle pietanze ed evitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità ad esempio salumi come salame, coppa, pancetta, mortadella.

- Preferire insaccati derivanti da carni di pollo o tacchino, perché contengono il 40% in meno di sodio rispetto a bresaola, prosciutto crudo e speck

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