Bruxismo, quali sono i sintomi e come si cura

“Il digrignamento dei denti viene associato spesso allo stato di ansia e stress del paziente. Non esiste una vera e propria cura, sono disponibili, però, strategie per alleviare i sintomi”. L’intervista alla dott.ssa Irma Bencivenga

Bruxismo, quali sono i sintomi e come si cura

Forte stress, ansia, nervosimo. Sono queste le principali cause del bruxismo. Una condizione patologica, caratterizzata da iperattività dei muscoli masticatori, che comporta il digrignamento dei denti. Questi ultimi dovrebbero entrare in contatto tra loro solo nel corso della masticazione e deglutizione; in presenza di bruxismo si toccano in modo anomalo attraverso il digrignamento (sfregamento forte) o il serramento. Il disturbo può verificarsi di giorno (bruxismo diurno) ma anche di notte (bruxismo notturno). Ad esserne colpiti in Italia sono circa 15/18 milioni di persone, compresi i bambini, nei quali la patologia può comparire sin dall’eruzione dei primi denti. Ma quali sono i segnali spia del bruxismo e come si cura? Barbara Fiorillo per NapoliToday lo chiesto alla dott.ssa Irma Bencivenga, fisioterapista, osteopata e posturologa, esperta in riabilitazione delle disfunzioni oro-maxillo-facciali.

Dott.ssa, cos’e il bruxismo?

"Il bruxismo è una condizione in cui si digrignano i denti quando non è in corso la masticazione o la deglutizione. E' uno dei disturbi del sonno più comuni. È un'attività neuromuscolare inconscia. I denti si digrignano o si sfregano mentre la mandibola si muove con forza da un lato all'altro o avanti e indietro. Spesso la persona non è consapevole di essere bruxista. Sebbene le cause siano sconosciute, uno studio lo collega a fattori come ansia, stress, consumo di alcol, fumo di sigaretta, caffeina, apnea notturna, russamento e affaticamento”.

Quali sono i sintomi?

“Possono verificarsi dolore muscolare e miofasciale, disfunzione temporo-mandibolare e mal di testa, muscoli della mandibola stanchi o stretti, o mandibola bloccata che non si apre o che non si chiude completamente. Denti appiattiti, fratturati, scheggiati o allentati, smalto dei denti usurati. Aumento del dolore o della sensibilità dei denti. I casi gravi possono portare all'artrite delle articolazioni temporo-mandibolari. Il bruxismo può portare anche a click o creptii delle articolazioni temporo-mandibolari, mal di testa sordo, mal d'orecchio (perché le strutture dell'articolazione temporo-mandibolare sono vicine al canale uditivo). In alcuni casi il paziente può avvertire dolore in una posizione diversa dalla sua fonte, algie ai muscoli nucali, sottoccipitali e cervicali che si manifestano soprattutto la mattina o ancora durante il sonno o appena svegli. Un bruxismo eccessivo può danneggiare le superfici occlusali dei denti e può contribuire alla sindrome dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM)”.

Bruxismo della veglia e bruxismo del sonno. Quali sono le differenze?

“Per quanto riguarda la prima (l’attività diurna), può essere osservata in soggetti particolarmente concentrati sul lavoro o che stanno eseguendo uno grosso sforzo fisico. Il muscolo massetere (uno dei quattro muscoli masticatori fusiformi) si contrae periodicamente diventato non più necessario per l’esecuzione del lavoro in questione. Tale attività è comunemente associata a molte mansioni giornaliere come ad esempio guidare l’automobile, leggere, scrivere, sollevare un oggetto pesante, ecc. Passiamo all’attività notturna. Dati dimostrano che le attività parafunzionali sono molto comuni durante il sonno. Il bruxismo notturno viene indagato monitorando l’attività elettroencefalografica delle onde cerebrali di un individuo durante il sonno (polisonografia). Gli episodi di bruxismo sembrano verificarsi durante il passaggio dal sonno profondo a quello leggero, ma anche stimoli acustici, tattili o luminosi possono innescare il bruxismo. Il denominatore comune sembrano essere gli stati ansiosi o depressivi, o semplicemente un periodo stressante. Nonostante alcuni soggetti presentino un’attività muscolare esclusivamente diurna, è più facile trovare soggetti con attività notturna. Questo tipo di attività (parafunzione) rappresenta, inoltre, un fattore eziologico per alcuni tipi di disturbi temporo-mandibolari (DTM). Va tenuto presente che queste attività, diurne e notturne, avvengono a livello inconscio, quindi il paziente non si accorge di nulla; solo quando diventa consapevole può essere in grado di identificarle e diminuirne la frequenza. Questa è la migliore strategia terapeutica che si possa mettere in atto”.

Quali sono le cause?

“Benché le cause siano sconosciute, o almeno non validate scientificamente, il bruxismo si associa generalmente ad uno stato di ansia e stress del paziente, soprattutto se si manifesta a periodi, in questo c’è una spiegazione neurofisiologica, legata alla formazione reticolare coinvolta nel controllo di molte finzioni del sistema nervoso vegetativo, tra cui la regolazione degli stati di coscienza e dei ritmi sonno-veglia. Un’altra causa risiede nella mal occlusione, situazione che il paziente vuole inconsciamente correggere cercando una occlusione ‘ideale’ muovendo la mandibola a destra e a sinistra. Per anni l'eziologia del bruxismo e del serramento dei denti è stata oggetto di controversie, gli odontoiatri erano assolutamente convinti che il bruxismo fosse in diretta relazione con interferenze occlusali, ma il fattore principale che sembra influire sul bruxismo è lo stress emotivo. L'aumento dello stress emotivo non è comunque l'unico fattore in grado di influire, si ritiene, infatti, che anche certe terapie farmacologiche possono incrementarlo. Molto spesso il bruxismo si manifesta in presenza di reflusso gastro-esofageo e apnee ostruttive del sonno che provocherebbero degli “arousal” (stati generali di attivazione e reattività del sistema nervoso) durante i quali si riscontra il bruxismo. Alcuni studi indicherebbero l'esistenza di una predisposizione genetica per il bruxismo, mentre altri riporterebbero l'esistenza di una connessione fra bruxismo e disturbi del sistema nervoso centrale. Ancora, diversi report hanno messo in relazione l'aumento del bruxismo con alcuni tipi di farmaci antidepressivi quali gli inibitori selettivi del riassorbimento della serotonina”.

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