Nascite a picco: al mondo più nonni che nipoti

Tra il 1950 e il 2017 il tasso di fertilità globale si è più che dimezzato: il dato allarmante contenuto in uno studio pubblicato sulla rivista Lancet

Foto di repertorio

Nella pellicola del 2006 'I figli degli uomini', il mondo precipitava nel caos dopo 18 anni senza nascite. Una futuro distopico e apocalittico che al momento ci può sembrare distante anni luce, ma che appare più vicino se si osservano gli ultimi dati sul tasso di fertilità globale. Dal 1950 al 2017 questa misura si è più che dimezzata, come confermato da uno studio pubblicato sulla rivista Lancet.

Risultati che fotografano un “crollo delle nascite” e società in cui ci sono “più nonni che nipoti”, secondo i ricercatori, che prevedono conseguenze per le società che non riusciranno a mantenere le loro dimensioni. Nel 1950 ogni donna metteva al mondo in media 4,7 bambini. Il tasso di fertilità è sceso a meno della metà, a 2,4, nel 2017. Esistono, però, grandi differenze da Paese a Paese. Il tasso di fertilità in Niger è di 7,1, ma nell’isola di Cipro la media è un bambino per ogni donna. 

Lo studio completo 

Il tasso di riferimento, secondo gli scienziati che hanno realizzato lo studio, dovrebbe restare sempre sopra il 2,1. Quando si riduce al di sotto di questa soglia la popolazione inizia a contrarsi. Nel 1950 in nessun Paese preso in esame si aveva un tasso inferiore al 2,1. Secondo il professor Christopher Murray, direttore dell’Istituto per le valutazioni di salute dell’università di Washington, “abbiamo definito questo spartiacque, metà dei Paesi hanno tassi di fertilità sotto i livelli di ricambio, quindi la popolazione calerà se non avviene nulla. E’ una transizione importante”. 

I Paesi interessati sono principalmente quelli europei, gli Stati Uniti, la Corea del Sud e l’Australia. Le ragioni di questo declino sono principalmente tre: meno morti in età infantile, quindi meno gravidanze, maggior accesso alla contraccezione e molte più donne istruite e che lavorano. “L’impatto demografico incide su ogni singolo aspetto delle nostre vite, basta guardare fuori dalla finestra, alle strade, alle abitazioni, al traffico, ai consumi. E’ tutto guidato dalla demografia – secondo il direttore dell’Istituto sul’età della popolazione di Oxford George Leeson – quello a cui stiamo pensando non dipende dai numeri della popolazione, ma anche dalla struttura relativa all’età, che sta cambiando”. Secondo il report i Paesi con bassi tassi di fertilità dovranno considerare un aumento dell’immigrazione o l’introduzione di politiche per aumentare il tasso di fertilità, queste ultime strategie, avvertono, spesso falliscono.

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