Dove partorire in Italia: la classifica degli ospedali al top

Sulla base del Piano nazionale esiti 2018, il sito doveecomemicuro.it ha stilato la graduatoria dei reparti di maternità per volume di nascite: la maggior parte sono concentrati in sei Regioni del Centro-Nord

Scegliere la struttura in cui partorire è una delle prime decisioni importanti che una coppia di genitori deve prendere. Sicurezza e affidabilità per le mamme e per i bambini devono essere al primo posto, ma quali sono  reparti di maternità migliori nelle strutture italiane? Secondo la classifica stilata da www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, sui dati del Piano nazionale esiti 2018 (riferito al 2017), sono 15 i reparti che si sono distinti, con gli ospedali più performanti che si concentrano soprattutto in sei Regioni, tutte situate nel Centro-Nord Italia. 

Dove partorire in Italia: gli ospedali al top per volumi di nascite

Sul podio di questa speciale graduatoria degli ospedali al top per volume di nascite troviamo il Sant'Anna-Aou Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che da anni conduce questa classifica. Ad aggiudicarsi il secondo posto, invece, come nell'edizione precedente, è l'Ospedale Maggiore Policlinico - Clinica Mangiagalli di Milano. In terza, quarta e quinta posizione si riconfermano rispettivamente l'ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma, l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Differenze significative rispetto all'edizione passata si riscontrano nelle successive posizioni: il Policlinico Casilino di Roma entra in classifica e si aggiudica il sesto posto, seguito, al settimo, dall'Aou Careggi di Firenze e, all'ottavo, dall'ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma. Difendono il nono e il decimo posto, rispettivamente il Presidio ospedaliero Spedali Civili di Brescia e l'ospedale dei Bambini Vittore Buzzi - Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, mentre l'ospedale Maggiore Pizzardi di Bologna guadagna due posizioni aggiudicandosi l'11esimo posto. Seguono, al 12esimo, l'Azienda ospedaliera di Padova, al 13esimo il Policlinico Sant'Orsola - Malpighi di Bologna, al 14esimo l'ospedale Borgo Trento - Aou Integrata di Verona e, al 15esimo, il Policlinico di Modena. Ecco la classifica con il numero di parti effettuati e la percentuali di cesarei.

  1. Ospedale Sant’Anna – A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino (n° parti: 7.342) (cesarei: 18,12%)
  2. Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano (n° parti: 5.447) (cesarei: 26,91%)
  3. Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma (n° parti: 4.242) (cesarei: 24,37%)
  4. Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (n° parti: 4.170) (cesarei: 15,18%)
  5. Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma (n° parti: 3.967) (cesarei: 14,69%)
  6. Policlinico Casilino di Roma (n° parti: 3453) (cesarei: 28,1%)
  7. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze (n° parti: 3.399) (cesarei: 18,71%)
  8. Ospedale San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma (n° parti: 3.293) (cesarei: 30%)
  9. Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia (n° parti: 3.117) (cesarei: 15,68%)
  10. Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano (n° parti 3.092) (cesarei: 9,53%)
  11. Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi di Bologna (n° parti: 3.077) (cesarei: 14,34%)
  12. Azienda Ospedaliera di Padova (n° parti: 3.076) (cesarei: 23,14%) 
  13. Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna (n° parti: 3.072) (cesarei: 12,32%) 
  14. Ospedale Borgo Trento – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (n° parti: 3.017) (cesarei: 18,77%)
  15. Policlinico di Modena (n° parti: 2.923) (cesarei: 20%)

Dove partorire in Italia: come scegliere l'ospedale

Come scegliere, dunque, il punto nascita? Volumi e giusta proporzione di parti cesarei sono due fattori importanti da guardare perché indicativi dell'esperienza e dell'adeguatezza delle cure prestate, ma ci sono anche altri aspetti da non sottovalutare. Le donne, in genere, hanno aspettative precise riguardo al momento della nascita del loro bambino: c'è chi ci tiene a partorire nel modo più naturale possibile, chi vuole assolutamente contenere il dolore, chi desidera il neonato con sé 24 ore su 24 e chi chiede di conservare il sangue del cordone ombelicale. Non si può prescindere, poi, dall'andamento della gravidanza: se insorgono patologie a carico della donna o del nascituro durante l'attesa bisogna necessariamente puntare su un centro hub di II livello che disponga di strumentazione adeguata e di una Terapia Intensiva Neonatale.

"Invece, se la gravidanza è fisiologica, la futura mamma può scegliere di farsi seguire presso i consultori e di partorire negli ospedali spoke di primo livello - ben collegati ai centri hub di secondo livello - purché vantino adeguati volumi di attività", spiega Grace Rabacchi, direttore sanitario dell'ospedale Sant'Anna di Torino.

È fondamentale, quindi, informarsi per tempo per capire se la struttura prescelta risponde alle proprie esigenze: se dispone cioè di un servizio di analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni su 7, di una vasca per il parto in acqua e di un servizio di rooming-in 24 ore su 24. E ancora: se è un centro di raccolta del sangue del cordone ombelicale o se è presente una Terapia Intensiva Neonatale. 

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