La notte perfetta è di 6-8 ore: cosa si rischia dormendo di meno (o di più)

Secondo gli esperti non bisognerebbe mai dormire meno di sei ore o più di otto: in entrambi i casi esistono ripercussioni sulla salute

Foto di repertorio

Quanto deve durare una perfetta notte di sonno? Tra le 6 e le 8 ore secondo gli esperti. Non di meno, ma neanche di più, perché dormire per un numero di ore inferiore a 6 aumenta di circa il 10% il rischio di malattie coronariche o di ictus, mentre se si superano le 8 ore il pericolo per cuore e cervello cresce di un terzo.

La 'formula del sonno giusto' arriva dal Congresso della Società europea di cardiologia Esc, in corso a Monaco di Baviera. Al meeting tedesco vengono presentati diversi studi che indagano il ruolo di Morfeo sulla salute cardiovascolare, ma uno di questi - una metanalisi di più ricerche - punta a fare definitivamente chiarezza su quanto si debba o si possa restare sotto le lenzuola. Non meno di 6 ore, appunto, né più di 8.

Il lavoro - firmato dal team greco di Epameinondas Fountas del Centro di chirurgia cardiaca Onassis di Atene - ha preso in considerazione 11 studi prospettici pubblicati negli ultimi 5 anni, che hanno coinvolto complessivamente oltre un milione di adulti senza patologie cardiovascolari. Il totale reclutato è stato suddiviso in due gruppi: quelli che dormivano meno di 6 ore e quelli che dormivano più di 8, confrontati con un gruppo di riferimento che registrava da 6 a 8 ore di sonno. Gli scienziati hanno calcolato che, rispetto ai controlli (6-8 ore), sia i dormitori brevi (meno di 6) sia quelli lunghi (più di 8) rischiavano di rispettivamente l'11% e il 33% in più di sviluppare patologie coronariche o ictus, o addirittura di morirne, nei successivi 9,3 anni in media.

Altri due lavori in vetrina all'Esc 2018 si concentrano sui rapporti fra sonno e cuore. Uno presentato da Moa Bengtsson dell'università di Göteborg, in Svezia, l'altro illustrato da Fernando Dominguez del Centro nazionale per la ricerca cardiovascolare di Madrid, in Spagna.

Lo studio scandinavo - su quasi 800 maschi cinquantenni, interrogati con un questionario e seguiti per 21 anni - conclude che "gli uomini di 50 anni che dormono 5 ore per notte o meno hanno un rischio doppio di sviluppare eventi cardiovascolari maggiori entro l'età di 71 anni, rispetto a quelli che riposano 7-8 ore. Nella nostra ricerca - tiene a evidenziare l'autrice - l'entità dell'aumento di rischio cardiovascolare associato a un sonno insufficiente è simile a quella dell'aumento legato a fumo o diabete a 50 anni".

Il lavoro spagnolo - su quasi 4 mila adulti sani di mezza età (età media 46 anni, il 63% maschi), monitorati per 7 giorni in modo da registrare la quantità e la qualità del sonno - sentenzia che "dormire meno di 6 ore o svegliarsi diverse volte durante la notte, quindi avere un sonno frammentato, aumenta il rischio di aterosclerosi asintomatica che in silenzio indurisce e restringe le arterie". Perché a letto non conta solo 'quanto', ma anche 'come'.

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