Sigarette elettroniche, è scattata l'allerta in Italia

"Troppe sono ancora le informazioni che non si conoscono sugli effetti sulla salute". Allerta di grado 2: l'Istituto superiore di sanità (Iss) invita le regioni italiane a vigilare

Foto archivio Ansa

In Italia è scattata l'allerta sulle sigarette elettroniche. Il Sistema nazionale di allerta precoce (Snap) sulle nuove sostanze psicoattive - coordinato dal Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità (Iss) - ha infatti diramato al Ministero della Salute e agli assessorati regionali di tutta Italia "un'allerta di grado 2 - livello intermedio su una scala di tre - sulle sigarette elettroniche, sulla base delle segnalazioni ricevute dall'Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze di Lisbona (European Monitoring Centre for drugs and drug addiction-Emcdda)".

Sigarette elettroniche: "Attenzione alle modalità di utilizzo di questi dispositivi"

Il passo dell'Europa e dell'Iss arriva dopo il focolaio di malattia polmonare che potrebbe essere associato all'uso di prodotti per e-cig (in particolare alcuni liquidi) registrato negli Stati Uniti. In Italia sono circa 900mila gli svapatori con più di 15 anni di età. "L'assenza di un nesso di causalità tra i casi di malattia polmonare e una singola sostanza, marchio o metodo di utilizzo lascia i Paesi europei, tra cui l'Italia, in una situazione di allerta - riposta l'Iss sul proprio sito -. Proprio perché la sigaretta elettronica è un 'sistema aperto' in cui si può inserire il prodotto che si preferisce, è fondamentale fare estrema attenzione alle modalità di utilizzo di questi dispositivi".

Al primo ottobre 48 Stati americani hanno segnalato ai Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) 1.080 casi e diciotto decessi. Tutti i pazienti hanno riferito di usare sigarette elettroniche, dispositivo che permette di inalare vapore, generalmente aromatizzato e contenente quantità variabili di nicotina, senza che avvenga combustione del tabacco come nella sigaretta tradizionale. "E' necessario un atteggiamento di massima prudenza - sottolinea l'Iss -. Troppe sono ancora le informazioni che non si conoscono sugli effetti sulla salute, specialmente a lungo termine, di questi prodotti ed è importante che operatori sanitari e cittadini siano informati su 'ciò che non sappiamo'".

"Infine, un aspetto da non trascurare è la necessità che le istituzioni rafforzino il valore educativo della legge Sirchia sul divieto di fumo nei luoghi pubblici: un dato allarmante è, infatti, che le persone che utilizzano le sigarette elettroniche tendono a usarle anche nei luoghi dove vige il divieto di fumo per le sigarette tradizionali", evidenzia l'Iss.

In Italia - secondo i dati del Rapporto nazionale sul fumo 2019 - sono circa 900mila gli utilizzatori di e-cig con più di 15 anni di età. "Di questi l'80,1% si dichiara consumatore 'duale', cioè fuma sia le sigarette tradizionali che quelle elettroniche - ricorda l'Iss -. Inoltre, il 72,3% dei consumatori usa liquidi di ricarica contenenti nicotina: in particolare, il 24,3% usa liquidi a base sia di nicotina sia di altre sostanze; il 48% con solo nicotina. Infine, il 5% dei fumatori (occasionali o abituali) di sigaretta elettronica, prima di utilizzare l'e-cig non risulta aver mai fumato".

"La maggior parte dei casi registrati negli Usa ha utilizzato prodotti per e-cig contenenti Thc (tetraidrocannabinolo), molti hanno usato prodotti a base sia di Thc - rimarca l'Iss - che di nicotina e altri pazienti hanno consumato prodotti contenenti solamente nicotina. I Cdc segnalano inoltre che molti casi sono collegati all'utilizzo di prodotti acquistati attraverso canali non ufficiali e da rivenditori non autorizzati. I Cdc stanno collaborando con i Dipartimenti sanitari statali e con la Food and Drug Administration (Fda) per le indagini epidemiologiche del caso, ma al momento nessuna singola sostanza o prodotto di sigaretta elettronica è stato associato alla malattia (pur se la causa sospetta sembra essere un'esposizione chimica)".

L'Iss invita le regioni a vigilare sulle sigarette elettroniche

Insomma, gli esperti avvertono: ciò che è stato registrato negli Stati Uniti per ora non ha alcun riscontro in Italia e in Europa, perché il problema negli Usa è rappresentato dall'uso senza regole delle e-cig, spesso legato al consumo di stupefacenti. Nel nostro Paese i controlli sulla vendita nei canali ufficiali delle sostanze con cui sono caricati questi strumenti sono molto più rigorosi. Tuttavia l'Iss invita le regioni italiane a vigilare.

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