Terra dei Fuochi, livelli di metalli tossici "fuori norma" nel sangue dei malati oncologici

Uno studio dei ricercatori dell'Università di Siena evidenza concentrazioni elevate e "fuori norma" di metalli pesanti nel sangue dei pazienti oncologici residenti nella Terra dei Fuochi

Un sopralluogo del Corpo Forestale dello Stato in una discarica clandestina di rifiuti chimici scoperta nell'area ex Pozzi di Calvi Risorta (Caserta) nel 2015. Ansa/Corpo Forestale dello Stato

Uno studio ha rilevato concentrazioni elevate e "fuori norma" di metalli pesanti nel sangue di malati di tumore che vivono nella Terra dei Fuochi, l'area tra le province di Caserta e Napoli tristemente nota perché divenuta sito illegale di interramento di rifiuti tossici e speciali, e di numerosi roghi di rifiuti.

I ricercatori dell'Università di Siena, in uno studio pubblicato sul Journal of Cellular Physiology, confermano il legame tra gli illeciti sversamenti di rifiuti industriali e urbani nelle province di Napoli e Caserta e l'aumento di malattie cronico-degenerative, al primo posto i tumori.  "Il fenomeno tristemente noto come 'Terra dei Fuochi', in Campania, è una vera e propria emergenza", ribadisce il coordinatore del team di ricerca Antonio Giordano, docente del dipartimento di Biotecnologie mediche dell'Università di Siena e direttore dello Sbarro Health Research Organization (Shro) di Philadelphia.

Terra dei fuochi, lo studio sui pazienti oncologici di Giugliano

I ricercatori hanno dosato i livelli ematici di metalli pesanti cancerogeni e inquinanti organici persistenti (Pop) su una coorte di 95 pazienti oncologici residenti in Campania. "Abbiamo osservato alti livelli di concentrazione ematica di metalli pesanti in alcuni comuni, come Pianura, Giugliano, Qualiano e Castel Volturno", spiega Iris Maria Forte del Int Fondazione Pascale - Crom di Mercogliano, primo autore di questo lavoro, e in particolare "un risultato staticamente significativo si è osservato per Giugliano, dove i pazienti oncologici hanno livelli ematici di cadmio e mercurio più elevati rispetto ai controlli sani. Abbiamo effettuato l'arruolamento dei pazienti solo dopo una accurata analisi anamnestica, per ridurre il più possibile gli effetti confondenti".

terra dei fuochi infografica ansa-2

Nelle zone della Terra dei Fuochi, ossia aree tra le province di Napoli e Caserta "afflitte da decenni da un'alacre attività illecita di sversamenti incontrollati di rifiuti industriali e urbani di varia natura", sostiene il dottor Giordano, "è stato registrato un aumento dell'incidenza di svariate patologie cronico-degenerative, inclusi i tumori". "Su queste basi ho accettato di coordinare il progetto di ricerca - prosegue - che ha avuto l'obiettivo di dosare la concentrazione di 4 metalli pesanti (As, Cd, Hg e Pb) e 4 classi di composti organici persistenti nel sangue di pazienti oncologici residenti in diverse aree territoriali campane", aggiunge Giordano. 

Livelli di metalli tossici nel sangue dei malati oncologici della Terra dei Fuochi "è del tutto fuori norma"

"Nonostante alcuni limiti di questo studio esplorativo come le dimensioni ridotte del campione per alcuni Comuni - spiega Enrico Bucci dello Sbarro Institute di Philadelphia - le nostre osservazioni preliminari confermano alcuni studi precedenti: il livello di metalli tossici nel sangue dei pazienti oncologici in alcuni comuni della Terra dei Fuochi è del tutto fuori norma. Il legame causale tra sviluppo tumorale ed esposizione a questi metalli è un fatto noto da tempo; essendo scontato questo nesso, il superamento costante dei limiti di legge anche nel piccolo numero di individui esaminati è un fatto di per sé allarmante, che richiede l'immediata estensione dell'analisi a una popolazione più ampia, così da avere una rappresentazione epidemiologicamente accurata".

I risultati dello studio "mostrano la necessità di porre grande attenzione al potenziale patogenico dell'inquinamento ambientale di origine antropica", sottolinea il rettore dell'Università di Siena, Francesco Frati, per il quale i dati "dimostrano altresì che la ricerca universitaria può condurre a sviluppare marcatori diagnostici utili a individuare gli effetti di tale inquinamento e soprattutto ad anticipare gli interventi terapeutici che, com'è noto, possono contribuire a ridurre la gravità di tali patologie. Per questi motivi è necessario continuare a lavorare in questa direzione per il benessere della popolazione e per salvare vite umane".

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"Questi studi - conclude Giordano - sono cruciali per promuovere interventi volti a migliorare le condizioni di salute in queste aree. È necessario sottolineare che il diritto alla salute si collega all'obbligatorietà degli interventi volti alla tutela dell'ambiente e al monitoraggio dei residenti".

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