Entrare in ospedale può farti ammalare: i "super batteri " fanno paura

Una epidemia silenziosa che ha già fatto migliaia di morti ma diventeranno milioni: è solo questione di tempo. L'allarme dell'organizzazione mondiale della sanità che stima 10 milioni di morti l'anno nel mondo e mette in luce i rischi della resistenza dei batteri agli antibiotici tradizionali

In Italia tra il 5 e il 7% dei pazienti ricoverati negli ospedali contrae una infezione che in alcuni casi ha effetti mortali. La causa, per la legge del contrappasso, è l'abuso di antibiotici, prescritti male e usati peggio che causano una massiccia, e forzata, "selezione naturale" dalla quale emergono creature pericolosissime: batteri più forti, praticamente invincibili e immuni alle terapie tradizionali che nell'era moderna hanno permesso all'umanità di prosperare.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità punta il dito contro il fenomeno drammatico dell'antibiotico resistenza.

L'Italia è al secondo posto in Europa, dopo la Grecia nella classifica di casi di batteremie, e il "pericolo pubblico numero uno" viene dallo Klebsiella pneumoniae che causa anche infezioni urinarie e polmoniti: dal Report curato dall'Istituto Superiore di Sanità emergono circa 2000 casi di infezioni batteriche l'anno che nel nostro Paese colpiscono pazienti, per lo più anziani, ricoverati in terapia intensiva ma anche in reparti medici e chirurgici. L'OMS ha classificato questi batteri tra quelli critici ad altissima priorità per lo sviluppo di nuovi antibiotici.

"Lavarsi le mani è il principale strumento che abbiamo per prevenire le infezioni nelle strutture sanitarie" scrive l'OMS promuovendo la Giornata mondiale dell'igiene.

L'associazione culturale "Giuseppe Dossetti: i Valori-Tutela e Sviluppo dei Diritti" Onlus e dalla Fondazione UniVerde chiedono al Governo maggior trasparenza sui dati effettivi del numero di morti in Italia causati dai "superbatteri" ma anche un focus sulla responsabilità nella antibiotico resistenza degli allevamenti intensivi.

"Per contrastare la crescente emergenza sanitaria servono finanziamenti urgenti a sostegno della ricerca pubblica per trovare sia antagonisti naturali, efficaci nella lotta biologica, sia nuovi farmaci accessibili a tutti in caso di emergenza sanitaria"

L'accusa: "Nessun piano per contrastare l'antibiotico resistenza"

"Il Piano di contrasto della ministra Lorenzin – ha dichiarato la Presidente del Gruppo Misto, Sen. Loredana De Petris - è in realtà inesistente. Si limita a tracciare una linea di indirizzo senza stanziare un euro per contrastare il problema. Nella prossima Legislatura sarà nostro incessante impegno sconfiggere con un vero Piano di contrasto questa piaga prima che assuma dimensioni anche più tragiche di quelle attuali”.

Secondo l'associazione Dossetti i casi di infezione in ospedale riguardano circa il 5-7% dei pazienti ricoverati negli ospedali italiani, con una mortalità del 3%

Il Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie in un rapporto pubblicato a dicembre 2017 valuta come insufficiente la situazione riscontrata negli ospedali e nelle regioni italiane bollandola addirittura come "una grave minaccia alla salute pubblica".

Le cause principali della diffusione dell’antibiotico resistenza è senza dubbio rappresentata dagli allevamenti intensivi e l'Italia in questo contribuisce in senso negativo.

Secondo il rapporto ESVAC l’Italia, tra i Paesi UE, è il terzo maggiore utilizzatore di antibiotici negli allevamenti: il 71% degli antibiotici venduti in Italia è destinato agli animali negli allevamenti intensivi. Il consumo medio di antibiotici in Italia, nell’anno 2014 è stato oltre il doppio rispetto al resto dell’UE e il triplo della sola Francia.

"Secondo le previsioni del primo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la resistenza agli antibiotici è una delle principali minacce alla salute pubblica mondiale - sottolinea il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio - Da ora al 2050, i superbatteri saranno responsabili di almeno 10 milioni di morti l’anno e già nel 2025, nella sola Europa, si prevedono un milione di morti. Dobbiamo superare modelli di gestione irresponsabile degli antibiotici, a partire dagli allevamenti intensivi, adoperandoci anche per il benessere degli animali oltre che per garantire la tutela della salute umana. Il Parlamento deve affrontare la questione con fermezza e il Governo rivedere gli obiettivi, molto poco ambiziosi, del PNCAR se vogliamo anticipare e affrontare il rischio emergente di una pandemia da infezioni multiresistenti".

"Serve una forte azione per abbattere l'uso di antibiotici negli allevamenti e sostenere tutte le azioni per il superamento degli allevamenti intensivi come le proposte di reinserimento di attività nelle aree collinari e montane dell'Appennino, con effetti positivi su ambiente, benessere animale e occupazione".

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