L'orientamento sessuale dei genitori non ha conseguenze sul benessere dei figli

L'argomento è molto discusso e divide, ma la comunità scientifica è decisamente concorde: sono 73 su 77 gli studi secondo cui non ci sono differenze significative tra i figli di coppie etero e quelli di coppie omosessuali

Dopo le tante polemiche sulla Stepchild Adoption, si torna a parlare di scienza e di quali potrebbero essere le conseguenze su un figlio che ha dei genitori omosessuali. Secondo i dati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics l'orientamento sessuale dei genitori non avrebbe ricadute specifiche sul benessere dei figli.

La scienza, si sa, viene spesso e volentieri "strattonata" per avvallare teorie e ipotesi e questo, a volte, è avvenuto anche ultimamente durante le interminabili polemiche sulle adozioni gay: la comunità scientifica è stata infatti descritta come divisa e frammentata sul tema. Ma davvero gli scienziati non hanno dato un loro parere chiaro?

Non proprio. Sono infatti decine gli studi scientifici realizzati per studiare i possibili effetti sui figli dell'orientamento sessuale dei genitori: 77 studi, la gran parte dei quali è stata realizzata negli ultimi quindici anni. Su questi 77 studi, 73 hanno concluso che non ci sono differenze significative tra i figli di coppie etero e quelli di coppie omosessuali. Un numero decisamente convincente che può essere anche considerato come un consenso accademico chiaro sul fatto che la presenza di una coppia omosessuale non sia un danno per il bambino. Non solo. Dai dati è emerso anche che disturbi comportamentali, psicologici e di poca integrazione sociale sono comunque presenti e che dipendono ad esempio anche dalla stabilità della coppia.

Per avere un quadro più completo e dati più recenti, un gruppo di scienziati guidati dal ricercatore Henry Bos ha analizzato quasi 100 coppie per ognuno dei due orientamenti, che presentavano figli tra i 6 e i 17 anni cresciuti in ambiente stabile. Il risultato è stato che la salute del bambino e la sua capacità di apprendimento non dipendevano dal fatto che i genitori fossero gay o meno, ma dal fatto che il figlio avesse una buona relazione con i genitori.

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Questo studio, dunque, rappresenta l'ulteriore conferma che i dati scientifici ci sono e, salvo eccezioni, sono molto chiari. Ogni interpretazione che metta in cattiva luce le relazioni tra omosessuali come possibile trauma nella crescita del bambino non trova riscontro nella comunità scientifica, che proprio alla luce della grande mole di dati disponibili ha espresso la sua posizione.

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