L’omeopatia è inefficace per il trattamento di qualsiasi patologia

Lo dice uno studio del National Health and Medical Reseach Council, organismo australiano per la ricerca medica: "Non c’è ragione fondata per dire che funzioni meglio dello zucchero"

ROMA - L'omeopatia viene bocciata da un rapporto australiano redatto dal National Health and Medical Reseach Council (Nhmrc), il massimo organismo nazionale per la ricerca medica. La relazione, destinata a sollevare non poche polemiche, recita: "Non esiste malattia per cui vi sia una prova attendibile dell’efficacia dell’omeopatia. Non c’è ragione fondata per dire che funzioni meglio di una pillola di zucchero". E quindi conclude: "Le persone che vi si affidano possono mettere a rischio la propria salute, rifiutando o ritardando trattamenti per i quali esista una buona evidenza di efficacia e sicurezza".

La ricerca è stata fatta conducendo un’indagine su 225 pubblicazioni in tema di omeopatia. Il responso è stato diffuso dopo essere stato rivisto da una società indipendente, e ripreso dai principali media internazionali. Secondo gli autori del rapporto, gli studi dai quali emerge l’efficacia dell’omeopatia sono lavori di scarsa qualità scientifica, con gravi carenze nel modo in cui sono stati disegnati e senza un numero sufficiente di partecipanti.

L’analisi degli esperti australiani ha riguardato anche 57 revisioni sistematiche: studi che analizzano le ricerche di qualità disponibili su una determinata materia, per arrivare a una conclusione di sintesi. Paul Glasziou, presidente del Nhmrc Homeopathy Working Committee, mette le mani avanti: "Ci saranno persone convinte che tutto questo sia un complotto dell’establishment per favorire altri interessi a discapito dell’omeopatia, ma speriamo vi siano anche molte persone ragionevoli che possano riconsiderare la vendita, l’utilizzo e la distribuzione di questi prodotti".

L’inefficacia dell’omeopatia era già stata più volte dimostrata da diversi studi clinici, spiega il Guardian. Esistono tuttavia anche studi che sostengono posizioni contrarie: l’indagine del Nhmrc ha dimostrato che questi secondi sono tutti invalidati dalla presenza di rilevanti errori metodologici o di ricerca, come il ricorso a un campione troppo ristretto.

L'OMEOPATIA - Le teorie legate ai principi omeopatici furono elaborate agli inizi dell’Ottocento dal medico tedesco Samuel Hahnemann. Si basano sull’idea che la salute di ogni persona sia dovuta a una sorta di “energia vitale immateriale” che provvede ad armonizzare le varie parti dell’organismo umano. Secondo Hahnemann era necessario osservare gli effetti dei medicamenti disponibili all’epoca per poterli usare razionalmente e, sulla base di questo assunto, elaborò due pilastri teorici: la legge dei simili e l’utilizzo di dosi infinitesimali dei medicamenti. Secondo Hahnemann, per curare una malattia bisogna utilizzare una medicina che produca nell’organismo una sorta di malanno artificiale simile a quello di cui già soffre il paziente. Su questo assunto si innesta quello delle dosi infinitesimali: al paziente si somministra un medicamento estremamente diluito, che secondo Hahnemann era sufficiente, senza causare effetti collaterali. Un prodotto omeopatico ha quindi alla base il concetto di diluizione: il “principio attivo” viene cioè diluito decine di volte in una sostanza neutra, spesso zucchero per quanto riguarda i preparati solidi. In Italia i prodotti omeopatici possono essere venduti normalmente in farmacia. 

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