La Torre di Pisa, Piazza San Marco e la Statua della Libertà rischiano di sparire

Il riscaldamento globale. Quindi l'innalzamento dei mari tra i 26 e gli 82 centimetri entro il 2100. Risultato: ben 144 siti Unesco potrebbero essere sommersi dalle acque

L'innalzamento del livello dei mari a causa dello scioglimento dei ghiacciai sembra, ormai, quasi un evento mitologico. Il problema, però, è molto più reale, e a "portata di mano", di quanto si possa pensare e le conseguenze potrebbero essere devastanti in tempi relativamente brevi: tra gli ottanta e i trecento anni. Certo, difficilmente la maggior parte di chi leggerà questo articolo piangerà la sventura, ma pensiamo ai nostri figli, nipoti, pronipoti che rischiano di non poter ammirare la Statua della Libertà, di non poter guardare dal basso la Torre di Pisa, di non poter "tubare" tra i canali di Venezia.

Sembra il copione di uno dei tanti film (discutibili) di Hollywood. Ma qui non parliamo di fantomatici attacchi alieni, tantomeno di asteroidi che potrebbero impattare contro la Terra. Parliamo di inquinamento. Di riscaldamento globale. Di innalzamento dei livelli del mare. Fenomeni che - è questo l'allarme lanciato dagli autori di uno studio pubblicato dal giornale Environmental Research Letters - rischiano di far sparire per sempre sotto le acque un quinto dei siti Unesco: ben 144.

A rischio ci sono beni inestimabili e luoghi da sogno come la Statua della Libertà, la Torre di Londra, il Teatro dell'Opera di Sydney, ma anche la Torre di Pisa, Venezia e Napoli

"Possiamo dire che vedremo i primi effetti su questi siti nel XXI secolo" ha detto al Guardian il principale autore dello studio, Ben Marzeion, dell'Università di Innsbruck, in Austria. Solitamente, quando le persone parlano di cambiamenti del clima, affrontano le conseguenze economiche o ambientali, i costi. Noi abbiamo voluto valutare le implicazioni culturali".

In Europa tra i siti più vulnerabili figurano la Torre di Pisa, Venezia, anche se "in un certo senso si può dire che stia già risentendo ora" dei cambiamenti climatici, così come le città della Lega Anseatica, tra cui Amburgo, Lubecca e Brema, in Germania. Altri siti colpiti sono i centri di Bruges, in Belgio e di San Pietroburgo, in Russia.

Stando al rapporto diffuso lo scorso settembre dal panel intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici dell'Onu (Ipcc), il livello del mare dovrebbe subire un innalzamento tra i 26 e gli 82 centimetri entro il 2100, sebbene altre ricerche riferiscano di un aumento tra 0,7 e 1,2 metro entro il 2100 e tra i due e i tre metri entro il 2300. "I nostri risultati dimostrano che a fronte di un aumento della temperatura di 3° C nei prossimi 2000 anni, scenario ormai non più ritenuto come estremo, l'impatto sui siti mondiali sarà grave", ha concluso Marzeion.

Tornando all'Italia, c'è anche una cartina - ovviamente è un "gioco" - che disegna l'Italia nel 2100 qualora, veramente, le temperature dovessero aumentare in maniera così vertiginosa. Ma possibile.

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