Sophia è la prima donna robot così "umana" che l'Arabia Saudita le ha dato la cittadinanza

Nonostante gli entusiasmi suscitati da questa possibile nuova era per l’umanità, sono in molti a temere per un aumento tanto prodigioso dell’autonomia delle macchine.

Il vicesegretario generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed intervista Sophia (FOTO UN Photo/Manuel Elias)

Per la prima volta, un paese ha concesso la cittadinanza a un robot. È l'Arabia Saudita, che ha dato il prestigioso riconoscimento a Sophia, androide dalle sembianze umane: i suoi creatori, la società di Hong Kong Hanston Robotics, hanno tentato di darle le fattezze di Audrey Hepburn.

Sophia sorride quando è felice, e aggrotta le sopracciglia quando è triste, ed è in grado di interagire con gli esseri umani: risponde infatti alle domande che i giornalisti e non solo le pongono (come nel caso della sessione alle Nazioni Unite del 13 ottobre).

Non solo, Sophia ricorda ed impara grazie anche al’infinito database di informazioni che trae da Internet, a cui la sua intelligenza artificiale è connessa. La sensazione che Sophia restituisce è quella di avere a che fare con un essere senziente e autonomo, non più con un programma: tramite la sua logica, l’androide arriva velocemente a porsi domande che somigliano alla riflessione umana sul concetto di identità:

Al recente Web summit di Lisbona Sophia non ha esitato a definire come inevitabile la possibilità che macchine senzienti soppiantino l’uomo nella maggior parte dei lavori nel prossimo futuro.

Sempre più, quindi, gli sviluppi nella ricerca sull’intelligenza artificiale come Sophia rappresentano l’ennesima occasione per riflettere su come la tecnologia stia assottigliando la barriera che separa la realtà dalla fantascienza. L’epoca della singolarità tecnologica, il momento cioè in cui le macchine dotate di intelligenza artificiale raggiungeranno uno sviluppo tale da rendersi del tutto autonome dai loro creatori, sembra quindi passare da concetto perlopiù fantascientifico a concreta possibilità.

Gli scienziati ritengono che entro il 2040 le macchine saranno in grado di pensare autonomamente, uno stadio a cui androidi come Sophia non sono ancora arrivati.

Nonostante gli entusiasmi suscitati da questa possibile nuova era per l’umanità, sono in molti a temere per un aumento tanto prodigioso dell’autonomia delle macchine.

Lo stesso Stephen Hawking mette in guardia dal pericoli dell’A.I.: L’intelligenza artificiale potrebbe distruggere la nostra civiltà.

Puoi trovare la differenza tra l'uomo e la macchina?

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