Perché la nostra voce registrata ci sembra diversa e non ci piace

Risentire la propria voce spesso suona sgradevole: succede a tutti, questione di fisica ma anche di psicologia

Risentire la propria voce registrata quasi sempre, è sgradevole. Il più delle volte appare "strana", come non ci appartenesse e nella maggior parte dei casi non ci piace. La realtà è che quando parliamo o cantiamo la percezione che si ha della propria voce è "interna" ovvero del suono che "risuona" nella scatola cranica.

Le onde sonore indotte (quelle interne) hanno un suono profondo che si aggiunge appunto al suono emesso nell’aria ma il microfono non registra il suono interno per questo la voce" appare" più povera di frequenze basse, con un timbro molto diverso, quasi irriconoscibile: tuttavia è quello il suono "puro" della voce che tutti normalmente sentono.

Le onde sonore assumono frequenze diverse attraversando l’aria o un mezzo solido e quindi la voce ha un timbro diverso. Oltre a suonare strana, però, è molto probabile che la voce registrata non piaccia affatto perché percepita come estranea, non familiare. 

Un po' come accade nelle fotografie: "Ci vediamo allo specchio tutti i giorni, per lavarci i denti, farci la barba, pettinarci e truccarci - spiega la psicologa Pamela Rutledge, direttore del Psychology Research Center - Così quell'immagine risulta familiare. E la familiarità genera simpatia. Nelle fotografie, invece, il nostro cervello ci percepisce da un punto di vista a cui non siamo abituati. E questo ci mette a disagio".

Registrarsi è utilissimo perché ti offre l’opportunità di cogliere veramente tutte le sfumature "reali" della voce: intonazione, espressività, dinamica, uno strumento oggettivo per poter correggere imperfezioni e sperimentare.

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