Scuola, in classe il 14 settembre: dai test sierologici al metro di distanza, tutte le ipotesi

Il ministro Azzolina: "Per l'avvio del nuovo anno abbiamo già proposto la data del 14 settembre. Le scuole riapriranno in modo omogeneo in tutta Italia". Entro 48 ore le linee guida. Vaia (Spallanzani): "La sanità pubblica faccia il grande sforzo di fare screening a tutto il personale docente e non docente"

Ragazzi a scuola in Francia (con mascherina e distanziamento). Foto: Ansa/Afp

La scuola riapre a settembre? Lo pensano in tanti, ci sperano tutti, ma serve un piano molto preciso (che per ora non c'è). Le linee guida ministeriali per la riapertura delle scuole, a cui il Miur sta lavorando con gli enti locali, sarebbero in dirittura d'arrivo proprio in questi giorni, dopodomani al massimo. Sulla data della riapertura, la ministra Azzolina ha precisato: "In questi giorni è andato avanti il confronto con il Cts sulla riapertura delle scuole. Nelle prossime ore condivideremo le linee guida con tutte le parti che hanno partecipato al tavolo di lavoro e giovedì le chiuderemo insieme a Regioni ed enti locali. Le scuole riapriranno in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Per l'avvio del nuovo anno abbiamo già proposto la data del 14 settembre".

Le linee guida Miur per la riapertura delle scuole a settembre, e questa è una ragionevole certezza, saranno per forza di cose flessibili, non rigide a parte pochi determinati paletti inscalfibili. Ogni scuola le adatterà in pratica in base alla propria situazione e ai propri bisogni, oltre che ai rapporti con le istituzioni locali. Tradotto: orari, ingressi e spazi potrebbero cambiare da scuola a scuola. Quelle che tutti dovranno sicuramente rispettare sono le regole sul distanziamento. Ma non è così semplice.

 "Serve una grande alleanza per la scuola. Il Paese ha preso consapevolezza che sta uscendo dalla emergenza e vuole riprendere in mano la propria vita. Salvo sporadici e deprecabili casi, tutti hanno applicato le regole con severità e serenità. Adesso, si riapra veramente tutto. Guardiamo alla scuola, di ogni ordine e grado: va riaperta ma serve una grande alleanza e la sanità pubblica faccia il grande sforzo di fare screening a tutto il personale docente e non docente". Lo scrive su Facebook il direttore  sanitario dell'Inmi Spallanzani di Roma, Francesco Vaia. "In questo modo - aggiunge Vaia - si può creare una bolla intorno ad essi e dando così certezza e serenità ai genitori. Gli insegnanti, i lavoratori, si sottopongano ai test con senso civico ma anche con amore verso la istituzione che rappresentano". Il direttore sanitario lancia quello che suona come un monito secco alla politica: "Smetta di litigare e investa, stavolta per davvero, massicciamente in un piano nazionale straordinario che aumenti le disponibilità delle aule e ne migliori la qualità e gratifichi di più, anche economicamente, le professionalità alle quali affidiamo i nostri figli e nipoti". Infine, "la scuola torni ad essere il tabernacolo del nostro futuro, la fucina del 'buon cives'. Ripartiamo dalla scuola per far ripartire il Paese. Noi faremo la nostra parte", conclude Vaia.

Che per tornare al più presto in classe servano test sierologici a professori e studenti "altrimenti non è pensabile ripartire” lo diceva qualche tempo fa anche il preside del liceo Volta di Milano, Domenico Squillace. Del dirigente in tanti si ricorderanno per la lettera che aveva scritto ai suoi studenti, a inizio lockdown. "Leggete Manzoni": era stato uno dei consigli del preside ai suoi ragazzi. La lettera si chiudeva con “Vi aspetto presto a scuola“. Per ora è un auspicio, manca il progetto chiaro e definitivo da Viale Trastevere.

Secondo quanto preannunciato dal governatore veneto Luca Zaia "dal prossimo settembre, prima di entrare a scuola, i ragazzi dovranno superare il varco all'ingresso e sottoporsi alla misurazione della temperatura e indossare la mascherina, che andrà utilizzata fino all'arrivo al proprio banco e durante tutti gli spostamenti dal proprio posto. Mentre, durante le lezioni lo studente potrà abbassarla. Ogni banco poi dovrà avere intorno a sè uno spazio di due metri quadrati: così come la distanza dall'insegnante dovrà essere di due metri. E per evitare assembramenti negli spazi comuni durante la ricreazione è prevista anche l'opzione di doverla fare in classe, almeno durante la stagione invernale": linee guida che sarebbero condivise anche dagli altri presidenti di Regione, ma serve un ok da Roma. C'è però chi esprime parecchie perplessità su una valutazione esclusivamente numerica, vale a dire una equazione tra metri quadrati disponibili e numero studenti, perché nella scuola ci sono classi più o meno numerose, e uno sdoppiamento o il reperimento di altri luoghi avrebbe un impatto sul numero dei prof necessari in ogni scuola. 

"Il distanziamento nelle scuole deve essere ragionevole. Le linee guida del Cts del 28 maggio vanno pertanto modificate in un atto di responsabilità politico. Dunque in questo caso del Ministero". Lo dice all'Adnkronos Gabriele Toccafondi (Iv), Commissione istruzione della Camera dei deputati ed aggiunge: "Un metro di distanza significa raddoppiare irragionevolmente gli spazi necessari, mettere in difficoltà i presidi e rischiare di non riaprire. Ma la scuola deve essere in presenza e a settembre i ragazzi devono tornare suoi banchi"."Avevamo detto e ribadito - prosegue - che con quei distanziamenti tra banchi e cattedre e orari sfalzati era praticamente impossibile riaprire ed anti-economico per lo Stato. Se i dati clinici andranno a migliorare ancora, che senso ha guardare a criteri vecchi che mettono in difficoltà i presidi? E perchè in un Paese in cui ormai è consentito fare tutto, tra tre mesi l'unico luogo in cui mantenere il distanziamento deve essere la scuola?". Il distanziamento di un metro tra ogni banco è considerato inattuabile nel 40 per cento delle classi secondo l'associazione dei presidi.

Le Regioni si muovono e si preparano in vario modo. Ogni istituto scolastico dell'Emilia-Romagna ad esempio dovrà nominare un medico competente, in vista dell'inizio dell'anno scolastico 2020-21. L'indicazione, contenuta in una lettera indirizzata ai presidi della regione, arriva dal direttore dell'ufficio scolastico, Stefano Versari. "In ragione dell'attuale contingenza, ove qualche istituzione scolastica non avesse ancora provveduto, dovrà pertanto, con ogni urgenza, provvedere in tal  senso", avverte il dirigente. Versari, partendo dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, individua nella figura del "medico competente" un "protagonista del processo di analisi, prevenzione e gestione del rischio di contagio biologico che impegnerà le Istituzioni scolastiche per la ripartenza dell'anno scolastico". Ricorda, infine, come la legge obblighi il datore di lavoro, "qualora i lavoratori risultino esposti a rischio" a nominare il medico competente.

In alcune regioni, come la Campania, il personale docente e non docente coinvolto negli esami di maturità attualmente in corso ha potuto effettuare il tampone, su base volontaria, presso i checkpoint territoriali: un inizio di piano di screening.  Esami di stato sospesi invece nell’Istituto Nautico di Pizzo Calabro in provincia di Vibo Valentia, dove un professore di 65 anni residente a Nicotera Marina è stato trovato positivo al nuovo coronavirus. Il docente era stato sostituito prima dell’inizio degli orali, quindi non è venuto in contatto con gli alunni.  La sua positività è stata rintracciata grazie al servizio di monitoraggio preventivo attuato dalle regioni a tutela del personale scolastico e degli alunni.

C'è attesa per le linee guida, ma il modo in cui è stato gestito il "dossier scuola" non è piaciuto a tutti.

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