"Aumento di stipendio per i docenti", la promessa del ministro Bussetti

"I nostri insegnanti sono bravi e preparati" ha spiegato il ministro dell'Istruzione che ha anche annunciato una rivalutazione dei test Invalsi. Cambierà anche l'alternanza scuola-lavoro: "Ci saranno limiti minimi di ore"

Il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Marco Bussetti, FOTO ANSA/CESARE ABBATE

Un aumento di stipendio per i docenti italiani? Una novità che fa gola quella annunciata dal ministro dell'istruzione ma, per spegnere i facili entusiasmi, quella esplicitata del titolare del dicastero di viale Trastevere è più una dichiarazione di intenti che deve fare i conti con la coperta sempre troppo corta delle risorse disponibili. Se infatti il Governo è alle prese con la difficile composizione delle voci delle spese dello Stato nella prima manovra di bilancio gialloverde, molti dei fondi disponibili saranno stanziati per interventi su pensioni e fisco come annunciato dalla Lega.

Eppure, per dirla con le parole del ministro Marco Bussetti "il corpo docente italiano meriterebbe un dieci".

"I nostri insegnanti sono bravi e preparati - ha spiegato il ministro dell'Istruzione intervenendo alla trasmissione radifonica 'Circo Massimo' su Radio Capital - hanno bisogno di avere delle motivazioni più forti. Insieme ai sindacati dobbiamo arrivare ad avere aumenti e miglioramenti stipendiali. Non posso promettere in che misura, ma dico che se lo meritano".

Il ministro Bussetti ha parlato anche di due temi che sono stati toccati dalla nota degli studenti che proprio oggi hanno annunciato una manifestazione per il 12 ottobre.

Parlando dei test di valutazione obbligatori per gli studenti di ogni ordine e grado il ministro dell'istruzione ha annunciato una svolta: "Su Invalsi stiamo riflettendo e vediamo cosa fare in futuro. Il tema è la valutazione in generale. La valutazione non puo' avere solo dei riferimenti di tipo oggettivo e misurato come avvenuto fino adesso e non considerare contesti e culture. Sono convinto che quando dobbiamo misurare i ragazzi, dobbiamo valutare anche le persone: l'attenzione alle persone è fondamentale"

Non si discute invece uno dei pilastri più contestati della Buona Scuola.

 "L'alternanza scuola-lavoro è sicuramente uno strumento prezioso dal punto di vista dell'acquisizione delle competenze in generale. Su questo non si discute" perche' "permette ai ragazzi di svolgere un'azione positiva se in linea con i loro indirizzi". Ma bisogna "qualificarla" in maniera "piu' mirata e piu' attenta", con "l'obiettivo di orientare i ragazzi".

"La mia intenzione è non porre limiti al massimo delle ore, ma al minimo - conclude Bussetti - Non saranno riduzioni drastiche ma logiche e ponderate"

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