Scuola e Università, il doppio ministero non convince gli studenti: "Non è la soluzione"

Azzolina e Manfredi nuovi ministri di Scuola e Università. Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza: "La vera risposta ai problemi della scuola, dell'università e della ricerca sono maggiori fondi, maggiore partecipazione democratica alle scelte, non i proclami che spostano l'attenzione"

Foto repertorio

''La crisi dell'istruzione e della ricerca nel nostro Paese sono dovute ad una carenza di fondi drammatica, su cui si è dimesso l'ultimo ministro Fioramonti, mentre la separazione dei ministeri porterebbe portare ulteriori problemi e contraddizioni''. Così Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza, interviene sulla scelta del governo di creare due ministeri ad hoc.

Azzolina e Manfredi nuovi ministri di Scuola e Università

Lucia Azzolina, 37 anni, siracusana, deputata del Movimento 5 stelle, è il nuovo ministro della Scuola. Il nuovo ministro della Università e della Ricerca è il presidente della conferenza dei Rettori (Crui), Gaetano Manfredi, 51 anni.

Chi sono Azzolina e Manfredi, i due nuovi ministri

''Questa situazione può essere affrontata solamente con una strategia generale di investimento massiccio in istruzione e ricerca, raggiungendo gli standard europei, ma anche indirizzando tutti i luoghi della formazione verso maggiore partecipazione, una didattica innovativa, modelli di sviluppo sostenibili e innovativi che ci garantiscano un futuro migliore. Con questa scelta non è nemmeno chiaro il futuro del settore Afam, già colpito da una forte carenza di finanziamenti''. ''Separare i ministeri significa dare indirizzi politici diversi, potenzialmente contrastanti, al settore della conoscenza'' continua Cossu.

''Questo avviene in un momento storico in cui le grandi trasformazioni tecnologiche e sociali richiedono invece una strategia coerente e generale di rilancio dell'istruzione e della ricerca. Separare il bilancio delle scuole e dell'università e ricerca potrebbe impedire una programmazione finanziaria coerente per raggiungere l'istruzione gratuita e la garanzia degli strumenti per la qualità dell'offerta didattica''. ''La filiera formativa, dall'asilo nido fino all'università, deve essere indirizzata verso un progetto complessivo e democratico che garantisca accesso gratuito a tutte e tutti, l'innovazione dell'offerta didattica per contrastare le disuguaglianze, la garanzia delle risorse per la continuità didattica tra i vari gradi di istruzione. Secondo il Presidente Conte la Scuola e l'università hanno esigenze specifiche diverse: questa è l'unica motivazione che ha fornito pubblicamente per giustificare una scelta tanto rilevante. Ma la risposta a queste diversità viene già garantita all'interno dell'attuale Miur con dipartimenti differenti e deleghe politiche specifiche assegnate dal Ministro'' conclude il Coordinatore nazionale.

"Decisione antidemocratica, presa senza consultare studenti e docenti"

"Si rischia che la direzione indicata da questa scelta sia l'abbandono di qualsiasi strategia che veda la conoscenza nella sua complessità al centro del rilancio del Paese. La stessa assenza di un confronto prima di decidere, con studenti, docenti e lavoratori dell'istruzione e della ricerca, dimostra quanto sia antidemocratica tale decisione e che debba essere bloccata - si legge in una nota della Rete della Conoscenza - La vera risposta ai problemi della scuola, dell'università e della ricerca sono maggiori fondi, maggiore partecipazione democratica alle scelte, non i proclami che spostano l'attenzione. Così vengono accantonati i veri problemi e si rischia di fare ulteriori danni. Il Governo fermi la separazione del Ministero e apra subito una discussione con studenti e lavoratori della conoscenza sui finanziamenti e le norme riguardanti l'istruzione e la ricerca".

Pd: "Bene l'istituzione del Ministero dell'Università e della Ricerca"

"Bene l'istituzione del Ministero dell'Università e della Ricerca. Finalmente. Da molto tempo, noi che ci occupiamo di politiche per l'Università e la Ricerca Scientifica, proponiamo che le deleghe relative siano competenza di un Ministero ad hoc, separato da quello della Scuola, che assorbe da sempre le migliori energie dei ministri che si sono succeduti, in quanto totalizzante per numeri e risorse". Lo dichiara in una nota Rosa Maria Di Giorgi, deputata Pd e membro dell`Ufficio di Presidenza del gruppo alla Camera.

"Nel dibattito interno al Partito democratico - aggiunge - stava evolvendo questa opinione, sempre più condivisa in tanti ambienti specialistici. Finalmente il presidente Conte e il governo giallo rosa compiono la scelta giusta e creano un nuovo Ministero, istituito ai tempi del ministro Ruberti a fine anni Ottanta e poi eliminato con alterne vicende. Il MURST (Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica) garantiva centralità a un ambito essenziale e irrinunciabile per lo sviluppo del paese, ossia l'innovazione e l'eccellenza. Già allora si voleva colmare un gap che appariva pesante nei confronti all'Europa. Il Murst purtroppo fu abolito dopo qualche anno - ahimè - e se ne sono viste le conseguenze. Grande fatica nell'impostazione delle politiche per Università e Ricerca e troppa sottovalutazione".

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"Quindi - spiega Di Giorgi -, vedo con estrema soddisfazione questa iniziativa che, sono certa, potrà aiutarci ad affrontare con lo strumento giusto la competizione internazionale e l'affermazione del nostro ruolo in Europa per Scienza e Tecnologia. Un Ministro dedicato è ciò che serve al nostro Paese e il Pd non può che esprimere grande soddisfazione anche per la scelta del prof. Gaetano Manfredi, attuale presidente della Conferenza dei Rettori, persona competente ed esperta, molto adatta al ruolo di estremo rilievo che gli viene affidato".

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