Scuola, il piano è tornare in classe il 14 settembre senza mascherine: ma quanti ostacoli

Parametri di distanziamento tra alunni, no mascherina durante le lezioni, sì durante gli spostamenti, ricreazione al banco. Sono solo alcune delle proposte delle Regioni. Ma c'è bisogno di 40mila nuove unità di personale, Ata in primis, secondo Anief, per evitare il caos. E i sindaci chiedono certezze sull'edilizia scolastica

Ritorno a scuola a settembre? Si va avanti a piccoli passi. Parametri di distanziamento interpersonale tra alunni, no alla mascherina durante le lezioni, sì ad indossarla durante gli spostamenti, divieto di assembramenti e, dunque, ricreazione al banco. Sono solo alcune delle proposte che la Conferenza delle Regioni ha riassunto in un documento approvato dai governatori nei giorni scorsi e trasmesso al ministero dell'Istruzione come contributo per la messa a punto, da parte del dicastero, delle attese linee guida sulla riapertura delle scuole e le misure di prevenzione per il Covid. In nessun Paese europeo si è registrato, fino ad ora, un incremento dei casi di contagio da coronavirus che possa definirsi significativo e collegato alla decisione di far rientrare gli alunni a scuola.

"Noi abbiamo proposto dei parametri sul distanziamento e sul divieto di assembramento", spiega Cristina Grieco, coordinatrice all'Istruzione della Conferenza delle Regioni. Nella proposta approvata dalla Conferenza, si prevede la "mascherina solo per gli spostamenti", la "ricreazione in classe e parametri per il distanziamento interpersonale". "Poi i dirigenti scolastici avranno autonomia di organizzazione, ma è importante avere le linee guida del ministero - spiega Grieco - per vedere dove il numero di ragazzi o bimbi è troppo elevato rispetto alla capienza delle classi perché le scuole dovranno dunque organizzarsi. La certezza è che c'è urgenza di poter cominciare ad organizzarsi con dati alla mano".

"Abbiamo mandato le nostre proposte e siamo in attesa del testo delle linee guida del ministero" afferma all'Adnkronos Cristina Grieco. "Credo che nei prossimi giorni ci daranno un testo da condividere e sul quale trovare una convergenza così da poterlo mettere a disposizione delle scuole e degli enti locali". "Inizia ad esserci una grande urgenza di avere indicazioni più specifiche - sottolinea - Abbiamo quelle del Cts, ma devono essere tradotte in parametri più oggettivi anche per aiutare i dirigenti scolastici e le amministrazioni locali a capire le necessità di intervento. Già Bonaccini (presidente della Conferenza delle Regioni, ndr.) aveva sottolineato l'urgenza di avere delle linee guida, nel minor tempo possibile. Noi, nell'ottica di una leale collaborazione, abbiamo dato una mano proponendo un documento come abbiamo fatto per le altre attività produttive e le riaperture". 

Il 14 settembre è domani, non tra un anno. L’Assessore regionale sardo della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, evidenzia i problemi: "Non ci dicono come devono essere i banchi, se è sufficiente il distanziamento ipotizzato di 1 metro e ottanta. Quali scuole hanno gli spazi necessari e quali no. Non è una battaglia di parte ma una battaglia di tutti. Questa è una partita che dobbiamo fare tutti insieme perché è difficile, inutile nasconderci o sostenere che non è nostra competenza".

Parliamo di date. ''L'orientamento delle Regioni è di accogliere la proposta del ministro all'istruzione Azzolina per l'avvio al 14 settembre dell'anno scolastico 2020-2021 e la conclusione all'8 giugno 2021, protratta al 30 giugno 2021 per la scuola di infanzia''. Lo comunica l'assessore all'istruzione della Basilicata, Francesco Cupparo. 

Ieri dopo la visita di oggi all'ITS Quarenghi di Bergamo per l'inizio degli Esami di Stato, la Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina è stata ricevuta nel pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L'incontro - informa una nota - si è svolto in un clima cordiale e la Ministra ha ringraziato il Capo dello Stato per la consueta attenzione dimostrata nei confronti del mondo della scuola. La ministra ha confermato che il piano è quello di ripartire con le lezioni il 14 settembre, ma "già dal 1 settembre le scuole saranno aperte per recuperare le attività di apprendimento per gli studenti e le studentesse che sono rimasti indietro". Nulla di ufficiale per adesso.

C'è però un grosso problema di cui si è parlato poco fino a oggi e che tornerà d'attualità a brevissimo se davvero si vuole tornare a scuola in tutta sicurezza al più presto. Nella scuola a settembre si rischia di compromettere il servizio dell'istruzione pubblica e del diritto allo studio, secondo il nuovo allarme dei sindacati: oltre alle annunciate 250 mila supplenze annuali dei docenti, che andranno a coprire sostanzialmente una cattedra su tre in organico, prima gli uffici scolastici e poi gli stessi capi d'istituto saranno impegnati nella ricerca di decine di migliaia di assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. E' l'allarme che lancia il sindacato Anief. Il loro numero, tra l'altro, spiega il sindacato, dovrebbe essere incrementato almeno di 40 mila unità, così da permettere l'igienizzazione dei plessi, la regolazione dei flussi di alunni e personale in entrata e in uscita, oltre che il carico di lavoro maggiorato cui dovranno tenere testa le segreterie. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, "se si vuole davvero superare anche nella scuola il lockdown serve subito approvare un provvedimento legislativo ad hoc: noi abbiamo fornito le indicazioni da attuare attraverso alcuni dei 40 emendamenti all'articolo 230 del Decreto Rilancio ora all'esame delle commissioni di Montecitorio. Adesso spetta alla politica dare seguito alle necessità impellenti della scuola", conclude.

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Ci sono anche timori legati all'edilizia scolastica, e i timori di Anci Veneteo sono quelli di tutti i primi cittadini d'Italia: Il Presidente di Anci Veneto, Mario Conte, interviene sul tema della riapertura delle scuole ricordando che "abbiamo incontrato il viceministro all'Istruzione, Anna Ascani, che però non ci ha fornito le linee guida ma ci ha dato solo qualche informazioni di massima che non permette di avere un quadro preciso". "I sindaci sull'edilizia scolastica sono commissari straordinari, ma ad oggi non abbiamo certezza né dei fondi né delle linee guida. E questa situazione è preoccupante perché per far rientrare i ragazzi a scuola ci aspetta una estate di lavori e di riorganizzazione e abbiamo tempi strettissimi per fare i compiti per casa", sottolinea. "Il mio appello al Governo è quello di dare certezze ai sindaci perché abbiamo una grande responsabilità che è quella di far rientrare i ragazzi a scuola in totale sicurezza. Questo non è semplice perché servono interventi articolati ed ingenti per mettere a norma le strutture e non si può pensare di fornire risorse e linee guida sempre con operazioni last minute. E una questione di rispetto del lavoro dei sindaci e soprattutto dei nostri studenti e dei nostri insegnanti che devono poter rientrare a scuola a settembre senza ulteriori rinvii".

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