Sciopero scuola 14 febbraio, San Valentino con le lezioni a rischio

Protestano i docenti, precari e non, il personale ATA e i dirigenti: le scuole saranno aperte, ma le lezioni potrebbero non essere garantite

Foto di repertorio

Sciopero scuola venerdì 14 febbraio 2020: è confermata la protesta di San Valentino che riguarderà  il personale ATA,  docenti e  dirigenti del comparto scolastico. I dati sull'adesione saranno disponibili soltanto nella giornata di venerdì, ma le lezioni potrebbero essere a rischio.

Sciopero scuola venerdì 14 febbraio 2020

Lo sciopero di venerdì 14 febbraio è stato indetto dai sindacati Cub Sur, Adl Cobas, Usi Educazione e Sgb e riguarda in non soltanto i docenti precari, che dovranno affrontare il concorso scuola straordinario, ma anche gli insegnanti con un contratto a tempo indeterminato, che chiedono un aumento della retribuzione. Considerando il coinvolgimento anche del personale ATA, degli educatori e dei dirigenti, le lezioni potrebbero non essere garantite, anche se le scuole saranno aperte. 

Sciopero scuola venerdì 14 febbraio 2020: le motivazioni della protesta

Come anticipato, lo sciopero riguarda in primo luogo i docenti precari che dovranno affrontare il concorso straordinario che, secondo le sigle, mette a disposizione un numero di posti esiguo: "A fronte di oltre 170mila contratti a tempo determinato, stipulati nell'anno scolastico 2019/2020, il Governo Conte vorrebbe risolvere la questione del precariato con un concorsino per soli 24mila posti nella sola scuola secondaria. La questione del precariato della scuola italiana viene da lontano e, purtroppo, sopravviverà anche ai prossimi concorsi poiché si fonda su un consenso politico trasversale".

"Lavorare da precari - scrivono i sindacati - significa non avere certezza di nulla: nessuna garanzia lavorativa per una massa di docenti esclusi da fondamentali diritti economici (scatti stipendiali, permessi retribuiti, bonus di 500 euro della carta docente) e nessuna garanzia di continuità didattica per gli alunni e le famiglie. Il personale precario della scuola (docenti e ATA) costituisce un enorme esercito di riserva a basso costo, utile anche a condizionare negativamente i livelli salariali del personale in servizio a tempo indeterminato". 

Ecco in sintesi le richieste delle sigle di settore:

  • stabilizzazione di tutto il personale precario della scuola a partire da quelli con almeno 36 mesi di servizio come prevede la normativa europea 70/99, 
  • rinnovo del CCNL che definisca consistenti aumenti salariali per tutto il personale, nella prospettiva del raggiungimento di salari nella media europea, 
  • maggiori finanziamenti sull’edilizia scolastica utili a garantire più sicurezza ai lavoratori ed agli utenti,
  • no allo sfruttamento subito dagli studenti in alternanza scuola lavoro, 
  • no ad ogni ipotesi di autonomia differenziata.

Scuola, sciopero anche il 17 marzo 2020

Ma quello di venerdì 14 febbraio sembra soltanto l'inizio delle proteste che coinvolgono il comparto scuola. Il prossimo 17 marzo ci sarà infatti un nuovo sciopero, anche se la data potrebbe non essere l'unica o venire modificata. Ad annunciare la protesta i sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda che hanno denunciato come sia in atto "una profonda rottura dei rapporti con il sindacato e un metodo eccessivamente ideologico di muoversi da parte della ministra".

Lo sciopero, che sarà "per i precari", ma coinvolgerà tutto il mondo della scuola rilancia i temi dell'Intesa del 24 aprile scorso con il Premier Conte: percorsi abilitanti a regime, stabilizzazione dei precari, concorso riservato per facenti funzioni di Direttori Amministrativi (Dsga). Secondo i rappresentanti di Cgil Cisl Uil Gilda e Snals, che accusano la ministra Azzolina di "aver sbattuto la porta in faccia a i sindacati "sono in atto azioni di bullismo ministeriale", ed "è in atto una profonda rottura dei rapporti con il sindacato, c' e' un metodo eccessivamente ideologico di muoversi da parte della ministra".

''Avvio della procedura abilitante per i docenti aventi titolo; sistema permanente di abilitazione all' insegnamento, ma soprattutto rimodulazione delle modalità del concorso straordinario per la stabilizzazione di 24mila precari che a breve dovrebbe essere bandito dal ministero di viale Trastevere sono le richieste principali dei sindacati di categoria denunciano da parte della ministra la "rottura delle relazioni sindacali".

"Abbiamo verificato - ha sottolineato la segretario generale della Cisl Scuola, Maddalena Gissi - che da parte della ministra non vi è alcun interesse a governare il suo dicastero in maniera partecipativa. Abbiamo fatto un appello alla ministra affinché dedicasse un attenzione particolare a un settore che conosce bene ma da parte sua non c' è alcuna volontà di governare con una politica partecipativa", ha aggiunto Gissi, ricordando che i sindacati rappresentano l' 80 per cento dei lavoratori della scuola. La ministra, ha accusato Gissi, "dovrebbe provare a vincere un concorso cosa che non ha fatto".

"Senza relazioni sindacali - hanno sottolineato ancora i sindacati di categoria - non si va da nessuna parte. Partiamo con lo sciopero per i precari - hanno ribadito - che sono la categoria più debole, ma non ci fermeremo. Da domani - annunciano - ci saranno assemblee dei lavoratori e nei territori" con l'abiettivo, anche " di costruire un'alleanza con le famiglie e con la società civile".

"La Scuola e il Presidente della Repubblica sono le due istituzioni che godono della fiducia del Paese - ha fatto quindi eco Pino Turi segretario della Uil Scuola - affermare quindi che chi lavora nella scuola non è all' altezza equivale ad offendere gli italiani. Così come lo fa sostenendo di voler valutare chi lavora nel settore da 10 anni. Questa ministra fa la debole con i forti, come il ministro dell' Economia, e la forte con i deboli che sono i lavoratori". Per lo Snals è intervenuta Elvira Serafini che ha ribadito "di non poter accettare qualcuno che si sente gratificato per aver rotto le relazioni sindacali, perché - ha detto - di questo si tratta e non può essere. Al momento non c' è dialogo né apertura. La scuola - ha aggiunto - ha bisogno di tutti per funzionare. Dobbiamo decidere: se la scuola brucia, buttiamo acqua sul fuoco o decidiamo di buttare benzina?".

Rino Di Meglio della Gilda degli Insegnanti ha parlato "di una virulenza nei confronti dei sindacati" da parte della ministra Azzolina, "mai vista prima". Secondo Francesco Sinopoli, segretario della Cgil Scuola, "la qualità di chi insegna in cattedra non si basa sulla batteria dei test ma sulla formazione. Quella della Azzolina è una propaganda che noi conosciamo bene e che negli anni non ha portato benefici a nessuno; siamo sorpresi che venga riproposta adesso. Ma tant'è. Il concorso straordinario, ottenuto dai sindacati, serve a stabilizzare i precari. Questo sciopero avrà un grande valore politico e anticipa altre mobilitazioni. Non escludiamo infatti un' altra giornata di sciopero già in questa stagione".

"I tavoli - hanno quindi concluso - li lasciamo ai falegnami". "I 24 mila posti sono una nostra vittoria - ha precisato Sinopoli - ma non bastano, il concorso per i precari serve a stabilizzare chi troveremo già in cattedra anche a settembre. Se arriva una risposta dal ministro, non un tavolo pero' ma una norma, lo sciopero si ritira anche, altrimenti ci aspetta una stagione di mobilitazioni". Lo sciopero del 17 marzo potrebbe essere seguito da altre mobilitazioni nei prossimi mesi, così come potrebbe essere anticipato, "a seconda di ciò che accadrà nelle prossime settimane"

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